Negli ultimi giorni, abbiamo sentito spesso parlare dell'iPhone 5C di Syed Rizwan Farook, uno degli attentatori che il 2 dicembre assaltò un centro di assistenza a San Bernardino, uccidendo 14 persone. In seguito, l'uomo fu ucciso dalla polizia insieme alla moglie dopo un conflitto a fuoco. Il device è entrato in possesso dell'FBI per scoprire importanti dati. Inizialmente, la polizia federale aveva chiesto l'aiuto di Apple per craccare l'iPhone, ma l'azienda si era tirata indietro, poiché quest'operazione avrebbe messo in discussione la sicurezza dei suoi dispositivi.

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La richiesta di un padre disperato

Di conseguenza, l'FBI si è affidata ad una società esperta in questo settore, di nome "Cellebrite", e ora ha riferito di essere molto ottimista circa l'accesso a un iPhone 6 bloccato. La CNN ha riportato che l'architetto italiano Leonardo Fabbretti ha incontrato l'azienda la scorsa settimana per vedere se c'era qualche modo per accedere all'iPhone di suo figlio morto.

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Prima di morire a causa di un cancro alle ossa, il 13enne Dama Fabbretti aveva aggiunto nel proprio dispositivo un'identificazione per il padre, per consentirgli l'accesso. Purtroppo, in seguito ad un riavvio, lo Smartphone ha richiesto un codice che il padre, purtroppo, non conosce. Apple gli ha riferito che era impossibile accedere al dispositivo senza il codice di accesso, ma Fabbretti ha comunicato alla CNN che Cellebrite, in questi ultimi giorni, ha già fatto molti progressi.

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Smartphone Apple

In seguito ad un'intervista, il padre del ragazzo ha riportato di essere appena tornato dall'ufficio dell'azienda situato nel Nord Italia, dove l'incontro è andato bene e sono stati in grado di scaricare le varie directory con i contenuti presenti sull'iPhone.

Ce la farà Cellebrite?

Naturalmente, c'è ancora molto lavoro da fare per poter accedere ai file. Questi ultimi contengono diverse foto e conversazioni tra padre e figlio, che Fabbretti intende assolutamente recuperare.

Inoltre ci sarebbero anche alcuni video realizzati 3 giorni prima della morte del figlio Dama. L'architetto ha comunicato che la società, esperta nel settore, gli ha comunicato di essere ottimista sulle possibilità di accedere ai file. Ad ogni modo, c'è da sottolineare che sia Cellebrite che Apple hanno deciso di non rilasciare alcun commento a riguardo.

Nell'ultima settimana si è appreso, tramite i media, che il dispositivo utilizzato dall'FBI per accedere all'iPhone di San Bernardino non funziona sui modelli 5S e successivi.

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Allora, se davvero Cellebrite ha un nuovo metodo per sbloccare l'iPhone 6, sicuramente alla Apple dovranno lavorare un bel po' per garantire una sicurezza maggiore ai prossimi modelli.

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