Papa Francesco si è dichiarato addolorato per le "immaginiterribili" che giungono dalla Siria, nel messaggio pronunciato durante l'Angelusdi domenica 25 agosto. Proprio nel momento in cui gli Stati Uniti stannovalutando un intervento armato sullo stesso modello del Kossovo, il Papainterviene parlando alle decine di migliaia di persone presenti in Piazza SanPietro invitando la comunità internazionale a intensificare ogni sforzo perporre fine alla guerra civile.

L'invito del Pontefice è preciso: le forze siriane e iribelli depongano le armi e si apprestino ad usare il dialogo. Sono proprio lenotizie giunte di recente dalla Siria, insieme alle orribili immagini chetestimonierebbero l'uso di armi chimiche, ad aver fatto sì che il Papaesortasse la comunità internazionale a cercare una soluzione pacifica.

In queste ore il governo di Assad, proprio per scongiurarepeggiori conseguenze, ha appena dato il proprio via libera alla visita degliispettori ONU ai siti vicino Damasco dove sarebbero state usate le armi basate su gas letali.

Ma negli USA la corsa verso l'intervento militare sembranon avere fine: i Senatori repubblicani John McCain, veterano del conflitto in Vietnam, eLindsey Graham, già militare americano, hanno dato il loro benestare per un interventoarmato in Siria teso a modificare gli equilibri attuali.

La dinamica dei conflitti e sommovimenti nell'area è moltofrastagliata. Da un lato Papa Francesco ha citato una forte intensificazionedella "guerra tra fratelli", parlando esplicitamente di massacri ed atti atrociche devono far compiere alla comunità internazionale ogni sforzo, esprimendosolidarietà per tutti coloro che soffrono nel conflitto, con particolareriguardo ai bambini; dall'altro c'è una particolare tensione tra un fronte laicoed uno religioso, espresso dallo stesso Assad, che ha recentemente dichiarato,riferendosi a Morsi, che le novità del colpo di stato in Egitto rappresentano la fine dell'islampolitico e che chiunque usi la religione per raggiungere il potere è destinatoa soccombere.

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Papa Francesco

Assad rimane il capo di uno stato arabo che, seppur confinante, non ha mai né minacciato né aggredito Israele, i cui negoziati di pace con i palestinesi procedono, in gran sordina, in queste ore.

Il fronte che sposa la commistione tra politica e religionevede anche aprire uno spiraglio proprio nella gestione di Barack Obama, con il Segretariodi Stato Usa John Kerry, che crea un Ufficio per il Rapporti con le Comunitàreligiose, muovendosi in modo diametralmente opposto alle tradizionaliposizioni che impongono la distinzione tra uno Stato laico e le confessionireligiose.

Questa mossa si sposa perfettamente con l'appoggio in armi eaddestramento che pare la CIA abbia dato ai ribelli siriani, con una fortecontraddizione se si considera che si tratta per lo più di appartenenti adAl-Qaeda e di forze vicine ai Fratelli Musulmani, come gli Hezbollah presentinel vicino Libano, paese in cui conflitti armati e gravi attentati si stannosuccedendo in queste ore.

Quasi come se quello che fino a dieci anni fa eraapparentemente un conflitto tra religioni, oggi si stia trasformando nellalotta tra poteri laici e poteri religiosi, minacciando ormai la possibilità chereggano democrazie fino ad oggi possibili in paesi come Egitto, Siria e persinola stessa Turchia.

In un disegno che sembra preludere ad una mantenimentoin questo lungo medioevo tutto il mondo arabo, non solo mediorientale: come sequesto facesse comodo alla potenza statunitense per tenere sempre più sottoscacco l'Europa.
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