Ciudad Juarez in Messico, la capitale mondiale dei femminicidi e della violenza sulle donne. Sono soprattutto le operaie che lavorano nelle manifatture locali, le cosiddette maquilas, i bersagli privilegiati di violenze, abusi sessuali continui e in molti casi anche di veri e propri assassini. Una situazione difficile da cambiare visto che queste manifatture sorgono nel deserto, in luoghi in cui si va solo per lavorare, in luoghi lontani da case e da qualsiasi essere umano a cui poter chiedere aiuto. E sono soprattutto gli autisti degli autobus che conducono le donne al lavoro gli uomini che arrivano ad abusare di loro.
C'è una donna che però si è stancata di questa situazione. La sua identità è ancora sconosciuta e la donna, una vera e propria serial killer ormai, è ancora latitante. La serial killer di Ciudad Juarez si batte per fare giustizia, per contrastare le violenze e il femminicidio, e proprio per questo motivo ha deciso di non rimanere nel silenzio ed ha confessato i suoi obiettivi e tutta la sua rabbia al quotidiano del Messico La Polaka.
La serial killer di Ciudad Juarez, ormai ribattezzata Diana la vendicatrice di autisti, si considera "uno strumento che vendicherà le donne, perché secondo la società siamo deboli, ma in realtà siamo coraggiose". La serial killer ha poi affermato: "Le mie compagne e io soffriamo in silenzio ma non possiamo tacere ancora; siamo state vittime di violenza sessuale da parte di autisti che coprivano il turno di notte e, nonostante tante persone sappiano delle nostre sofferenze, nessuno ci difende né fanno niente per noi".
Diana la vendicatrice di autisti ha colpito anche in questi giorni. L'ultimo omicidio risale a mercoledì 28 agosto. La donna è salita su un autobus ed ha ucciso l'autista con un colpo alla testa. Ma la serial killer di Ciudad Juarez non è l'unica, altre donne in Messico hanno deciso di emularla per farsi giustizia da sole. Giovedì 29 agosto infatti le stesse modalità sono state seguite da un'altra donna in un altro quartiere della città.