Trovati nel “cuore” del quartiere milanese Quarto Oggiaro duecadaveri. Si tratterebbe di uomini che sarebbero stati colpiti a morte con armi da fuoco. Entrambi pregiudicati, erano già noti alle forzedell’ordine.

I corpi sono stati trovati entrambi in via Lessona, ma adistanza di diversi metri, come se uno dei due si fosse dato alla fuga perevitare di essere colpito. La prima segnalazione di un passante infatti si riferiva adun solo corpo, ma alla polizia è bastato percorrere alcune decine di metrinella zona costituita in massima parte da orti ad uso ai cittadini, perrinvenire il secondo cadavere.

In particolare desta clamore il nome di Emanuele Tatone, 52anni, un ex boss del quartiere che da alcuni anni si era ridotto a vivere inuna tenda, prostrato da una malattia grave e da problemi di tossicodipendenza.

Già alle spalle numerose condanne per spaccio di droga, tentatiomicidi e rapine, Emanuele Tatone era uno dei figli della notissima “mammaRosa” più comunemente conosciuta come “nonna eroina”, da anni protagonista ditutte le vicende legate alla droga nel capoluogo lombardo e madre anche diNicola, condannato nel 2009 a 24 anni di carcere per associazione perdelinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti.

La storia della famiglia Tatone è parte integrante del quartiere di QuartoOggiaro.

inizia proprio da Rosa Famiano, che nei primi anni '70 decise di trasferirsia Milano da Casaluce in provincia di Caserta. Il marito non era d’accordo, ma lei non volle sentireragioni e con 5 bambini piccoli (4 maschi ed una femmina) trovò casa nelquartiere alle porte di Milano.

Ci vollero pochi mesi e la famiglia diventò il centro dellospaccio di droga nel milanese, ma non solo. Due dei fratelli Tatone ammazzarono un meccanico perchè avevaosato spostare la loro macchina parcheggiata davanti al passo carraio della suaofficina, mentre l’uomo oggi ritrovato cadavere cercò di vendicarsi a fucilatedi un rivale che usciva con la sua ex fidanzata. Anche l’unica figlia di “nonnaeroina”, Adelina, dopo aver sposato un boss della Camorra, finì in carcere dovemorì per cause naturali.

L’altro uomo trovato cadavere è Paolo Simone, 54 anni, unpersonaggio secondario sempre legato allo spaccio di droga. Le forze dell’ordine intervenute sul posto stanno cercandodi ricostruire la dinamica del duplice omicidio e di ricostruire le comuniconoscenze dei due, anche se non sembrano esserci dubbi sul fatto che sia ladroga il movente del duplice omicidio.