Sono ancora tutte da accertare le cause della morte di Bruna Bovino, una ragazza ventinovenne di nazionalità brasiliana, che nella tarda serata di ieri è stata trovata semi-carbonizzata, all'interno del centro estetico "Arwen", in via Vitulli 25, a Mola di Bari, dove lavorava e di cui era proprietaria.

Per chiarire le cause del decesso lunedì verrà effettuata una autopsia. Al momento gli inquirenti danno a intendere che le circostanze del delitto sono ancora tutte da appurare, per cui rinviano ogni considerazione in merito a dopo l'esecuzione dell'esame autoptico.

Quel che è trapelato fin d'ora è che il medico legale, ad un primo esame del corpo della ragazza, ha accertato la presenza di ferite alla testa che parrebbero compatibili con una caduta. Se tali circostanze venissero confermate, resterebbe da chiarire perché la ragazza è stata ritrovata su un lettino da massaggio con delle candele intorno. E ancora, la stanza è stata ritrovata completamente messa a soqquadro, con il mobilio rovesciato, suppelletili divelte, e vetri spaccati, il che lascerebbe supporre che la giovane donna sia stata vittima di una aggressione.

Il rinvenimento del corpo carbonizzato della ragazza è avvenuto da parte dei vigili del fuoco, che sono stati allertati da alcuni residenti della zona, preoccupati da un forte odore di bruciato nell'aria. In base a quanto è stato possibile accertare fino a questo momento, la donna, figlia di un italiano e di una brasiliana, era intestataria del contratto di affitto del centro estetico. Gli inquirenti stanno quindi indagando sulla vita privata della ragazza e sulle sue frequentazioni per ricavare elementi utili per la risoluzione di quello che al momento rimane un giallo.