Dopo l'episodio di Bollate, dove una quindicenne ha subìto atti di bullismo da una coetanea ed il video girato da qualcuno nella folla di "spettatori", si è verificato un altro episodio di bullismo, l'ennesimo.

Stavolta è successo a Rimini, dove un ragazzo quindicenne trasferitosi lì con la famiglia per motivi di lavoro, è diventato il bersaglio delle angherie dei compagni di Scuola, i quali gli hanno reso la vita un inferno.

Tutto è cominciato per scherzo quando hanno iniziato a chiamarlo "il sorcio" per via dei suoi denti sporgenti.

Poi tutto si è trasformato in veri e propri atti di bullismo, rendendo addirittura pubbliche su facebook queste angherie.

Dopo alcuni mesi ad intervenire sono stati i genitori del ragazzo che rivoltisi alle forze dell'ordine sono riusciti a far riconoscere l'episodio come atto di bullismo.

Il ragazzo si è ritirato dalla scuola dopo l'accaduto, ma per quattro dei ragazzi è scattata la segnalazione all'autorità giudiziaria.

Ma questo purtroppo non è il primo episodio a Rimini, episodi simili ormai si susseguono periodicamente nelle scuole, per le strade e sui bus.

A tal proposito sono state applicate delle misure di prevenzione: si tratta dei poliziotti anti-bulli che faranno dei controlli soprattutto sui bus degli studenti. La decisione è stata presa dalla Questura dopo aver ricevuto diverse segnalazioni da parte dei genitori, i cui figli sono stati vittime di atti di bullismo nelle scuole e sui bus.

Questi tristi episodi devono dare la forza e il coraggio alle vittime del bullismo di ribellarsi e non farsi sottomettere da nessuno; ma sono necessarie al contempo delle misure idonee alla gestione del problema e alla giusta educazione degli adolescenti riguardo il rapporto con i loro coetanei e al corretto utilizzo dei social network.

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