Ora sono anche i tribunali inglesi a ricordarci con i loro provvedimenti quanto degradanti ed inumane siano le condizioni carcerarie italiane, mentre ancora non sappiamo se la classe politica farà rientrare l'Italia nella legalità con un'amnistia entro la scadenza del 28 maggio prossimo, impostaci dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

La giustizia britannica ha infatti negato l'estradizione in Italia di Domenico Racadore, arrestato dalla polizia del Regno Unito su indicazione di quella italiana il 7 agosto scorso, nella sua casa di Uxbridge, ad ovest di Londra. Racadore viveva lì con la moglie ed i due figli sotto il falso nome "Marc Skinner" (cognome della moglie).

Si era trasferito dalla Sicilia al Regno Unito nel 1994. Nel 1999 è stato condannato (in contumacia) a sette anni di prigione, per il ruolo svolto tra il dicembre 1987 e l'aprile del 1995 nell'organizzazione mafiosa ormai nota a tutti come Cosa Nostra.

Howard Riddle, giudice della Westminster Magistrates' Court, aveva mostrato un'iniziale intenzione ad estradarlo, ma ha poi cambiato idea, facendo riferimento alla decisione presa recentemente relativa a Hayle Abdi Badre, somalo, che è stato anche lui reclamato dalla giustizia italiana (dal tribunale di Firenze) e per il quale pure è stata negata l'estradizione dalla giustizia britannica. Racadore soffre di problemi cardiaci e sua moglie Anne Skinner ha dichiarato di essere preoccupata per le condizioni di salute del marito. L'avvocato di Racadore, Patrizio Gonnella, ha spiegato ai giudici britannici che il tasso di sovraffollamento delle carceri italiane è tra i più alti d'Europa.

Domenico Racadore ha dichiarato ai giudici di essersi trasferito in Gran Bretagna per rompere i legami con la Sicilia e per offrire così una vita migliore ai suoi figli. L'avvocato ha dichiarato che il suo assistito ha preso la decisione "venti anni fa, di lasciare la mafia e tutto quanto è ad essa collegato". Sarà rilasciato sotto cauzione (ventimila sterline) ed avrà l'obbligo di portare il braccialetto elettronico nella sua casa di Uxbridge e comunicare con la stazione di polizia locale, in attesa dell'appello.

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