Mai come oggi, domenica 16 marzo, gli occhi del Mondo saranno sulla Crimea. La penisola che si affaccia sul Mar Nero è chiamata al referendum per decidere se separarsi dal nuovo Governo dell'Ucraina e annettersi alla Russia. Prevista una vasta partecipazione di cittadini, in coda davanti ai seggi fin dalle prime ore dell'alba.
Il referendum è considerato illegittimo sia dal governo ucraino che dai Paesi Occidentali. Dopo la deposizione di Yanukovich dal Governo ucraino e la sua fuga in Russia, il controllo della regione è finito nelle mani di truppe locali e di uomini armati controllati da Mosca. Durante le pratiche del referendum, dagli altoparlanti di Sebastopoli si innalza l'inno russo e gli appelli al voto incitano a recarsi alle urne perché 'il futuro dipende dalle vostre scelte'.
I cittadini della Crimea non si sono fatti attendere e si stanno recando in massa a votare. Molti sorridono e sono entusiasti di un eventuale ritorno nell'orbita russa, con conseguente separazione dal Governo di Kiev. Gli elettori saranno chiamati a rispondere a tre domande disponibili in tre lingue: russa, tatara e ucraina. La prima domanda - la più importante - chiede se si vuole votare a favore della riunificazione della Crimea con la Russia. La seconda chiede se si è a favore dell'applicazione della Costituzione della Repubblica di Crimea risalente al 1992, mentre la terza domanda interroga gli elettori sulla volontà o meno di avere una Crimea come parte dell'Ucraina. La Russia tiene la situazione sotto controllo e, in caso di voto favorevole all'annessione della Crimea col territorio russo, per Mosca potrebbero arrivare pesanti sanzioni da parte dei Paesi occidentali.