Il cantante Massimo Di Cataldo è stato prosciolto dall'accusa infamante per aver procurato l'aborto a forza di botte nell'ex compagna che aveva postato sui social network immagini terribili di un feto abortito a cui erano seguite pesanti accuse per maltrattamenti familiari.
Le accuse di violenza inaudita erano state mosse dalla sua compagna Anna Laura Millacci che aveva pubblicato su Facebook immagini che la ritraevano con il naso insanguinato, un occhio tumefatto e il lavandino con un grumo di sangue. Di questo orrore fu indagato il compagno, il cantante Massimo Di Cataldo che si è sempre proclamato innocente.
Il giovane era stato spesso intervistato nei salotti televisivi di 'Pomeriggio 5' da Barbara D'Urso in tema di lotta agli abusi sulle donne, proclamando sempre la sua innocenza.
Ora la Procura gli dà ragione a metà sollevandolo dall'accusa più vergognosa, quella di aver fatto abortire la compagna con la violenza. La sentenza di assoluzione era già nell'aria dopo che i consulenti incaricati dal pm Eugenio Albamonte avevano escluso il nesso tra percosse ed interruzione della gravidanza. Una mezza vittoria di Massimo Di Cataldo anche perché l'ex-partner non lo aveva denunciato formalmente per questo capo d'accusa ma per maltrattamenti.
Il cantante dovrà rispondere di aver picchiato la compagna durante una lite che effettivamente aveva avuto luogo quel giorno, tesi sostenuta anche da persone presenti.
La signora Millacci con cui aveva passato 13 anni della sua vita tra alti e bassi lo aveva denunciato con accuse che potevano rovinarlo sul lavoro, etichettandolo come un mostro. L'artista ha recentemente dichiarato di essere stufo, di aver perso la faccia con i suoi colleghi tanto da sprofondare nella depressione. Una mossa tattica o la compagna ha artificiosamente truccato le immagini per incastrarlo?