Era da tempo che non sentivamo notizie di stupri provenienti dall'India. O almeno relativamente, visto che fino a un mesetto fa ce ne arrivavano quasi quotidianamente. Casi assurdi, scioccanti, neppure fermati dalla possibilità di istituire la pena di morte per chi si fosse reso protagonista di tali atti osceni e infami ai danni dei minorenni. Il caso più eclatante fu quello subito da una classe di bambine in un autobus, con alcuni uomini che le molestavano mentre le maestre guardavano impotenti.
Ora ci arriva un'altra notizia, in fondo però non dissimile da tante apprese nel nostro mondo occidentale, con un prete che ha abusato di una minorenne di dieci anni.
Il fatto è accaduto nello Stato indiano meridionale del Kerala. Raju Kokkan, prete cattolico di 44 anni, è stato arrestato con l'accusa di aver abusato della ragazzina con il pretesto di farle provare un vestito per la sua Prima comunione che egli stesso aveva comprato, facendoglielo provare in casa sua. L'ha quindi facilmente adescata con quella scusa.
Lo stupro è stato confermato dalla prova del DNA. L'uomo è stato rintracciato in casa di conoscenti, dove si era ra rifugiato dopo che la madre della piccola aveva denunciato il fatto.Il prete operava nella chiesa di Thaikkattusery ed è stato ovviamente sospeso dalla diocesi di cui fa parte, del Thrissur; una regione indiana dove sono presenti molti cattolici.
Una nuova, ennesima, brutta storia dunque proveniente dall'India. Che ci ricorda come in quel Paese il problema della pedofilia e dell'idea di donna come strumento di piacere da ottenere in modo barbaro e brusco, non sia stato ancora debellato. Casi hanno riguardato perfino donne anziane e una turista, salvata da due turisti spagnoli di passaggio.