Sette persone sono state arrestate nel corso di una operazione, disposta dalla procura di Milano ed eseguita da oltre duecento uomini della Guardia di Finanza, che ha portato definitivamente a galla la tangentopoli dell'Expo che da tempo covava sotto la cenere.

Gli arrestati

L'inchiesta ha preso il via dalle informazioni acquisite nel corso della precedente operazione Infinito sull'infiltrazione della 'ndrangheta in Lombardia ed ha portato alla scoperta , grazie ad intercettazioni ambientali, di una vera e propria cupola politica degli appalti.

Il blitz ha praticamente decapitato la struttura preposta alla realizzazione delle opere per l'Expo 2015, portando all'arresto delle seguenti persone:

  • Angelo Paris, responsabile Pianificazione Acquisti e General Manager Contractor di Expo 2015 spa
  • Luigi Grillo, ex senatore di Forza Italia
  • Gianstefano Frigerio, ex segretario amministrativo della Dc di Milano
  • Sergio Cattozzo, ex segretario dell' UdC della Liguria
  • Enrico Maltauro, imprenditore
  • Primo Greganti, ex funzionario del Pc, già coinvolto nella Tangentopoli degli anni novanta (era il famoso "Compagno G")
  • Antonio Rognoni, ex Direttore generale di Infrastrutture Lombarde, la società voluta da Formigoni per coordinare gli appalti dell'Expo, già agli arresti domiciliari per un'inchiesta precedente.

Il meccanismo della cupola

Secondo quanto accertato dagli inquirenti, il controllo degli appalti avveniva attraverso la copertura del centro culturale "Tommaso Moro", dove operavano Frigerio , Grillo e Greganti.

Questi facevano da tramite tra il mondo politico, da cui ricevevano in anticipo le informazioni sui bandi di gara e gli imprenditori interessati, in cambio di tangenti pagate sotto forma di contratti di consulenza o contanti.

Le indagini sono state coordinate dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dal procuratore Edmondo Bruti Liberati ed ipotizzano i reati di associazione a delinquere, corruzione, turbativa d'asta e rivelazione di segreti d'ufficio.

L'avvicinarsi delle scadenze dell'Expo ha consigliato gli inquirenti di non procedere al sequestro di atti amministrativi per non bloccare i lavori appaltati; un fermo dei cantieri in questo momento vorrebbe dire arrivare con le opere incompiute all'apertura dell'evento il primo maggio 2015.

Il premier Matteo Renzi è intervenuto sulla vicenda da Genova, dove era in visita ad Ansaldo Energia, auspicando che "la politica non metta becco sulle indagini".

Sugli appalti, stando alle indagini del pool antimafia milanese, ce l'ha già messo.