Come molti sanno in Iran, il velo usato dalle donne musulmane per coprirsi il capo, ovvero l'hijab, è obbligatorio per legge dalla rivoluzione islamica del 1979, che ha ripristinato la sharia nel sistema legislativo e giuridico della Repubblica. Anche internet e i social networtk sarebbero in linea teorica vietati, ma ciò che è certo è che il governo non impedisce il suo uso quotidiano a più di 4 milioni di persone.
I due campi sembrerebbero due destinati a non incontrarsi e non incrociarsi, rimanendo perciò due sfere intangibili seppur vicine.
Ed invece non è così. "Internazionale" riporta sulla sua edizione on line, la notizia che negli ultimi giorni un gruppo di donne iraniane, costrette a portare il velo in pubblico, sta sfidando queste leggi imposte dal governo, pubblicando "selfie", che invece non risentono di barriere religiose e/o culturali e che le ritraggono senza velo.
La campagna, che ha preso il nome di "Stealthy freedoms of iranian women", è partita il 3 maggio, da una pagina omonima su Facebook, dove le donne hanno iniziato a pubblicare i propri autoscatti che hanno avuto uno scopo nobile. La pagina ha raggiunto in poco tempo centinaia di migliaia di like, testimoniando l'importanza globale della tematica e ribadendo la portata potenzialmente infinita del web.
La donna che ha lanciato questa campagna è Masih Alinejad, giornalista iraniana esule a Londra, che lavora per OnTen, programma di informazione e satira trasmesso in Iran sul canale in lingua Farsi di "Voice of America". La giornalista aveva iniziato indipendentemente a postare sue foto su Facebook che la ritraevano senza velo. In seguito al gesto di altre donne che hanno imitato la sua iniziativa, la Alinejad ha deciso di creare la pagina dedicata che ora è conosciuta in tutto il mondo e, si spera, possa essere utile per la condizione delle donne nel paese islamico e altrove.