Denise Pipitone scomparve il 1 settembre 2004 e all'epoca la bambina aveva solo quattro anni. La responsabile della sparizione della piccola pare sia la sorellastra Jessica Pulizzi di 27 anni, ma da quanto è emerso dalle indagini, Alice, la sorella di Jessica sarebbe in grado di sciogliere questo enigma che oramai va avanti da dieci anni.

Piera Maggio, madre della piccola Denise Pipitone, si ritiene soddisfatta per come sta procedendo la magistratura, tanto è vero che ad ogni minimo dettaglio viene prestata la massima attenzione ed è proprio per questo motivo che l'alibi di Jessica è stato smentito.

Per la Procura la sospettata principale rimane Jessica, nonostante fu prosciolta in primo grado dalle accuse; oltre alle varie discordanze esisterebbe anche il movente che potrebbe benissimo essere la gelosia maturata nei confronti di Denise.

Ricorderete il padre di Jessica, Pietro Pulizzi che dopo la separazione dall'ex moglie Anna Corona, intraprese una relazione con Piera la mamma di Denise, da qui ebbero origine le discrepanze e le gelosie da parte della sorellastra. Nel corso dell'ultimo processo è stato ascoltato Gioacchino Genchi, un abile esperto nelle localizzazioni telefoniche e tecnico analista, noto nel nostro Paese per aver già eseguito parecchie valutazioni in circostanze veramente enigmatiche.

Genchi, sottoposto ad una serie di domande da parte della magistratura, dichiarò che "il cellulare della sorellastra Jessica, durante il lasso di tempo in cui la piccola Denise spariva nel nulla, si trovava nell'area circostante la casa dove risiedeva la piccola Pipitone". Teoria contrastante con quello che aveva dichiarato Jessica agli organi inquirenti, tanto è vero che sosteneva di trovarsi nella propria abitazione nelle ore in cui avveniva la scomparsa di Denise, affermazione questa che va a smentire l'alibi che la stessa Jessica si era fornita.

Nel processo previsto per venerdì 4 luglio verrà sentita anche Alice, la sorella di Jessica, che dovrà chiarire alla magistratura dove si trovava esattamente quel terribile giorno del 1 settembre 2004 Jessica Pulizzi.

Tuttavia esiste un altro dettaglio significativo da definire: quando la piccola Denise scomparve i carabinieri si recarono nell'abitazione di Anna Corona per un controllo, e la stessa accolse i militi nell'appartamento della vicina di casa, comportandosi come fosse nella propria casa.

Il quotidiano Giallo ha annunciato che i carabinieri non si resero conto di essere nell'abitazione errata, per questo motivo nel corso del processo del 4 luglio verrà ascoltato il maresciallo che prese parte a quella perlustrazione. Piera Maggio ha dichiarato di essere convinta che la sua piccola Denise è viva e la rivuole fra le sue braccia, inoltre aggiunge che Jessica sa esattamente dove si trova la piccola.