Kabul, Afghanistan. Ci sembra impossibile che una cosa così semplice e data per scontata nel mondo occidentale, in estremo oriente, sia ancora così pericolosa. Lo stesso gesto che per molti italiani è stato un peso, o al contrario è stato fatto con fin troppa leggerezza, nemmeno un mese fa in vista delle europee, è costato la vita e persino le dita a 11 cittadini afghani.

Il giorno del ballottaggio per le elezioni presidenziali, nonostante le intimidazioni dei talebani, molte persone hanno perso la vita. Hanno perso la vita per esercitare un loro diritto.

Il diritto al voto. C'è chi invece di perdere la vita oggi, a Kabul, ha perso le dita. Si, perché le dita che possono impugnare una penna, agli estremisti islamici, fanno paura.

Le violenze per le elezioni

Questo ci serva da lezione per ricordare cosa significhi la parola democrazia, da noi italiani tanto derisa, e quale sia il suo prezzo. Questo ci aiuti a capire che da qualche parte c'è ancora tanta gente speranzosa e coraggiosa che piuttosto di imbracciare un fucile, preferisce rispondere alla violenza con una mano, a costo di perdere la vita, a costo di perdere le dita.

Questi sono i numeri di questa tragedia. 227 morti. 11 feriti a Herat. 900 gli attacchi rivendicati dai miliziani.

2011 l'anno in cui Karzai ha preso il potere, sconfiggendo i talebani. 15 giugno 2014 democrazia 1, talebani 0.

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