Le parole del Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti hanno fatto sobbalzare i componenti della Commissione sui diritti umani del Senato: "Il Clan dei Casalesi non esiste più. E' stato sconfitto dallo Stato nel suo potere militare ed economico".
L'occasione era un'audizione sul regime carcerario del 41 bis che Roberti ha difeso sostenendone la sua efficacia nella lotta alla mafia.
Il pentimento di Iovine
La sconfitta del più sanguinoso clan camorristico è testimoniata, secondo il Procuratore, dal recente pentimento del boss Antonio Iovine che avrebbe deciso di collaborare con la giustizia una volta resosi conto della sconfitta del clan nella sua guerra contro lo Stato.
La funzione svolta dall'applicazione del 41 bis, il regime di carcere duro per gli appartenenti alla criminalità organizzata, è stata fondamentale in quanto ha impedito ai boss arrestati di continuare ad impartire ordine agli affiliati in libertà, continuando, di fatto, a svolgere il ruolo di capo cosca.
L'esempio citato da Roberti a sostegno di questa tesi, è quello della Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo, nata e sviluppatasi nonostante il suo fondatore fosse già incarcerato.
I numeri del 41 bis
Nei 22 anni di applicazione del 41 bis, sono stati arrestati tutti i principali boss mafiosi. L'unico che ancora manca all'appello è Matteo Messina Denaro, successore di Totò Riina al vertice di Cosa Nostra, per il quale, sempre secondo le parole di Roberti "i giorni sono contati".
Attualmente, nelle carceri italiani ci sono 717 detenuti sottoposti al regime speciale, quasi tutti appartenenti ad organizzazioni di tipo mafioso. Solo 3 sono terroristi, e tra questi l'unica donna, Nadia Desdemona Lioce, la brigatista irriducibile condannata all'ergastolo per gli omicidi di Massimo D'Antona e Marco Biagi.
La dichiarazione del procuratore Roberti, passato il primo momento di entusiasmo, non può non lasciare almeno un po' interdetti, soprattutto se si pensa che, solo il giorno prima, lo stesso Roberti denunciava l'infiltrazione dei Casalesi nella ricostruzione dell'Aquila.