La polizia di Monza è finita nell'occhio del ciclone per una foto shock diffusa nelle ultime ore. L'immagine mostra due agenti che, in commissariato, tengono un uomo sdraiato a terra con i polsi ammanettati dietro la schiena e i piedi legati con una cinghia. Uno dei due poliziotti controlla che il malcapitato stia fermo, mentre l'altro stringe con cura la cinghia intorno alle caviglie.

La fotografia risale alla fine di maggio, e probabilmente è stata scattata da un collega dei due giovani agenti di polizia, entrambi trentenni e in servizio da circa cinque anni, mentre bloccavano in maniera piuttosto "inusuale" un cittadino marocchino. Quest'ultimo era stato fermato per una rissa: secondo le prime informazioni raccolte, l'uomo, ubriaco, avrebbe protestato vivacemente mentre attendeva il suo turno per l'interrogatorio. A questo punto, per farlo calmare, sarebbe scattata la "punizione" operata dai due poliziotti.

L'immagine "incriminata" è stata subito inviata alla questura di Milano, e il questore Luigi Savina ha mandato una relazione al procuratore capo di Monza, il quale probabilmente farà partire un'inchiesta. Il sindacato della polizia, il Siulp, ha attaccato i vertici ritenendo che le condizioni di commissariati e questure sono indecenti, poiché gran parte delle stanze in cui bisogna ospitare i fermati in attesa di interrogatorio, non sono agibili. Tuttavia, però, di fronte all'immagine dell'uomo steso a terra e legato come un salame, ha dovuto ammettere che: "Quelle procedure di contenimento dei fermati non sono lecite". Non è la prima volta che la polizia monzese finisce sotto accusa: già nel 2008, infatti, fecero scalpore le immagini di un fermato ammanettato ad un palo.