Si sta espandendo tra gli abitanti delle regioni africane dell'ovest, di nuovo, lasciandosi dietro una scia di cadaveri come unico segnale del suo passaggio. Secondo l'organizzazione Medici Senza Frontiere, che da anni opera nelle zone più povere del pianeta portando aiuti alle popolazioni più bisognose, sono 670 le vittime dall'inizio del 2014, e la situazione, per via delle grosse difficoltà nel tenere sotto controllo il contagio, sarebbe "preoccupante".

Il virus Ebola torna a far parlare di sé insomma, con un nuovo focolaio africano che ha già messo sul "chi vive" anche il governo britannico, che sembra avere preso la notizia molto seriamente.

"Stiamo cercando di prepararci all'eventualità che qualcuno che abbia contratto il virus in Africa possa ammalarsi qui - ha dichiarato il ministro degli esteri inglese, Phillip Hammond - ma non c'è un vero pericolo di diffusione della malattia nel Regno Unito.

Abbiamo infatti diversi standard di controllo delle infezioni, procedure speciali che rendono la propagazione improbabile".

Niente rischio pandemia (un'epidemia di dimensioni globali, NdA), quindi, secondo gli inglesi, ma certo che, trattandosi di una febbre emorragica dal decorso letale, l'opinione pubblica si direbbe sicuramente più "rilassata" se anzichè di propagazione "improbabile" il portavoce del governo britannico avesse parlato di propagazione impossibile.

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Salute

Andando però a curiosare su internet, si scopre che il virus Ebola è sì estremamente aggressivo per l'uomo (il tasso di mortalità varia dal 50 all'89% a seconda del ceppo del virus e della resistenza dell'infettato), ma contemporaneamente comporta una basso rischio di diffusione: solitamente il virus si manifesta in zone isolate e selvagge (il virus è stato identificato per la prima volta nel 1976 in Congo tra le popolazioni dei gorilla di montagna) e questo, unito all'alto tasso di letalità e alla velocità di decesso, fa sì che sostanzialmente gli ospiti muoiano prima di poter entrare in contatto, e contagiare altri soggetti: è probabile insomma che il virus uccida tutti i componenti della comunità di origine prima di potersi diffondere in una più ampia.

Dei quattro ceppi di Ebola finora isolati, sembra che solamente uno, il tipo americano scoperto in Virginia, non sempre mortale, sia trasmissibile per via aerea mentre le varietà più letali posso essere contratte solo tramite il contatto diretto con sangue o fluidi corporei dell'infetto.

"La situazione è preoccupante - spiega Anja Wolz, coordinatrice di MSF - perché è molto difficile risalire a tutte le persone che possono essere state in contatto con i malati.

Questa è l'inquietudine maggiore, perché per stroncare alla base l'epidemia dovremmo identificare i pazienti affetti dal virus prima possibile". Inquietudine che sembra essere comunque fondata, dal momento che la Liberia, per limitare il contagio, ha chiuso scuole e mercati di frontiera con Sierra Leone, Guinea e Costa d'Avorio.

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