Joele Leotta era un giovane italiano che, come tanti, era emigrato in Inghilterra per fare un'esperienza lavorativa e magari impiantare lì le proprie radici, lontano da un Paese che per i giovani proprio non è. E come tanti, lavorava in uno degli altrettanti ristoranti italiani, dal nome inequivocabilmente mediterraneo: "Vesuvius".
Assieme all'amico Alex Galbiati erano arrivati appena da sei giorni nella cittadina del Kent, trovando subito lavoro come cameriere e come lavapiatti. Ma il destino li ha raggiunti fino a lì, a Maidstone, capoluogo della Contea del Kent.
Loro sono originari di Lecco, Nibionno per l'esattezza.
Joele e Alex abitavano proprio in un appartamento sopra il locale, a poche centinaia di metri dalla locale stazione della polizia. Una posizione che però non li ha aiutati ad evitare il loro atroce destino. Secondo le ricostruzioni, Leotta e Galbiani furono affrontati da tre lituani solo per essersi lamentati con il proprietario di casa dell'eccessivo frastuono proveniente dall'abitazione dei tre. Secondo la ricostruzione fatta durante l'inchiesta, quella dannata sera del 20 ottobre, Joele morì per le oltre cento ferite causate da calci, pugni e da tutti gli oggetti che gli aggressori si sono ritrovati sotto mano. Fu picchiato in due riprese, a distanza di 8 minuti.
La seconda fu fatale.
Alex invece riuscì a cavarsela con alcuni giorni di ospedale. Per loro però è arrivata quanto meno la giustizia. Quella che i genitori di Leotta, Ivan e Patrizia, giunti appositamente nel Kent per la sentenza, aspettavano da quasi un anno. I tre di origine lituana sono stati condannati all'ergastolo, anche se difficilmente arriveranno fino a quel punto. Il ventiseienne Aleksandras Zuravliovas dovrà scontare almeno 21 anni in prigione, mentre Saulius Tamoliunas, 24 anni, e Linas Zidonis, 21, resteranno in cella per almeno 20 anni. Alla pena si aggiungono dodici anni per il grave ferimento dell'amico di Leotta, Alex Galbiati.
Ha detto il Giudice leggendo la sentenza: "Pieni di alcol avete picchiato questi giovani uomini in un attacco selvaggio con pezzi di legno, maniglie e barre di metallo.
Poi avete usato i vostri pugni e i vostri piedi". Dunque, a scatenare l'ira dei tre è stata una banale lite condominiale. Di quelle che purtroppo mietono facilmente vittime anche nel nostro Paese. Magari per un rumore di troppo o per un posto auto. Inizialmente si era pensato ad una ripicca per motivi lavorativi: magari i tre ambivano anche loro a quel lavoro. Una possibile "guerra tra poveri", giunta anche in Gran Bretagna, che visti i tempi pure era da non scartare.