Svolta nelle indagini sull'omicidio di Fabio Frisenda. Ad ucciderlo sarebbe stato Luigi Margari. L'omicidio sarebbe maturato nell'ambito delle cosche malavitose locali. Venerdì mattina alla periferia di Copertino si sarebbe recato a volto scoperto con la sua auto all'appuntamento con Fabio Frisenda. Luigi Margari è stato definito aspirante boss emergente da parte degli inquirenti leccesi che stanno indagando su questo caso. L'uomo avrebbe provato a fuggire nella notte dopo l'omicidio, ma è stato rintracciato poche ore dopo dai carabinieri. Lunedì sapendo ormai di essere stato individuato, Luigi Margari è andato a costituirsi.
Gli agenti dell Compagnia di Gallipoli e del Reparto operativo di Lecce attraverso elementi chiari e precisi, hanno subito ritenuto che la pistola trovata in mano al Margari fosse la stessa di quella utilizzata venerdì per l'omicidio di Fabio Frisenda. L'omicidio sarebbe maturato a poca distanza di una ditta di infissi metallici dove lavorava la vittima, che sarebbe stata sparata con un colpo di pistola dritto al cuore. In base a una prima ricostruzione di quanto avvenuto effettuata dagli inquirenti, pare che venerdì Frisenda fosse al lavoro quando due persone a bordo di un'Audi 3 sono andate a prelevarlo.
Pare che uno dei due fosse proprio il Margari, il cui nome è immediatamene finito nella lista degli indagati per questo omicidio.
Riguardo alle motivazioni del delitto, pare che pochi giorni prima Frisenda avesse commesso uno sgarbo proprio nei confronti di Margari, determinando quest'ultimo a regolare la questione con un delitto, eliminando fisicamente la persona da cui aveva ricevuto l'offesa. Insomma con un colpo di pistola, drammaticamente e senza dare spazio a chiarimenti o a confronti di alcun tipo, è stata chiusa definitivamente la questione tra i due.
La pistola utilizzata per l'omicidio, una calibro 9 di fabbricazione croata, è stata rinvenuta nell'intercapedine di un muretto a secco nelle immediate vicinanze di una campagna di Lecce. Sebbene Margari neghi ogni ipotesi di complicità, in base agli elementi emersi in questo delitto, gli inquirenti si dicono sicuri del fatto che l'uomo non abbia agito da solo, per cui proseguono le indagini alla ricerca del presunto complice.