«Cari amici purtroppo a volte l'età, portatrice di acciacchi, è nemica della gioia. Ho dovuto a malincuore rinunciare alla pur breve tournée per motivi di salute legati principalmente alle condizioni precarie della mia schiena, che mi impedisce di sostenere la durata dello spettacolo. Mi piange davvero il cuore perché incontrare degli amici come voi è ogni volta un piccolo prodigio che si ripete e che ogni volta mi inorgoglisce e mi commuove. Un abbraccio di cuore. Giorgio». Questa la lettera di "scuse" pubblicata da Giorgio Faletti sul proprio sito ufficiale ed indirizzata ai suoi fan: chiaramente più risentiti per la malattia che stava minando la salute del loro idolo, che per l'evento in sé.

Queste le ultime parole ufficiali di Giorgio Faletti, che si è spento stamattina, quattro luglio, all'ospedale di Torino, all'età di 63 anni: un tumore lo ha strappato alla vita in pochissimi mesi. Nonostante la sua tenacia, era tornato da poco da Los Angeles, dove aveva trascorso un lungo periodo in un centro specializzato. È stato di nuovo ricoverato in ospedale a Torino, l'autore di "Io uccido", best seller acclamato in tutto in mondo, non ce l'ha fatta, e sarà riportato bene presto nella sua città Natale.

Lunedì, sarà allestita presso l'ospedale Molinette di Torino, dove Giorgio Faletti è morto, una camera ardente, mentre invece i funerali si svolgeranno martedì ad Asti, alle ore 15 nella Chiesa di San Secondo: in occasione della cerimonia il Sindaco ha indetto il lutto cittadino.