La crisi tra israeliani e palestinesi è tornata in primo piano dopo l'acuirsi delle tensioni nelle ultime ore. Israele ha lanciato l'operazione "Margine protettivo" e ha colpito ieri mattina alcuni obiettivi di Hamas, provocando la morte di almeno 15 persone, in seguito a un precedente lancio di razzi contro il suo territorio (oltre un centinaio di cui trenta sono stati intercettati dal sistema anti - aereo Cupola d'acciaio) da parte dell'organizzazione terroristica palestinese.

Le sirene antiaeree sono suonate soprattutto nelle ultime 24 ore in diverse zone tra cui quelle di Haifa, Ashdod, Ashqelon, ben due volte a Tel Aviv e a Gerusalemme dove sono state udite alcune forti esplosioni.

Un comunicato delle Brigate al Qassam, il braccio armato di Hamas, ha annunciato di avere colpito il territorio israeliano con nuovi tipi di razzi. Il capo portavoce dell'esercito di Tel Aviv ha detto che "non ci sono notizie di vittime in alcuna delle aree d'impatto" pur confermando che sono stati raggiunti molti centri abitati.

L'aviazione israeliana ha reagito compiendo nella notte oltre 160 raid aerei su tutta la striscia di Gaza in cui ha distrutto 120 postazioni per il lancio di missili contro le città d'Israele e 10 centri di comando di Hamas. Il premier Netanyahu ha accusato l'organizzazione terroristica palestinese di essere responsabile degli effetti collaterali delle azioni militari poiché i suoi membri si nascondono tra i civili, non ha escluso una possibile operazione terrestre con 40 mila riservisti mobilitati da qualche giorno e ha affermato che Hamas non deve essere più "trattata con i guanti".

Il presidente palestinese Abu Mazen ha chiesto alla comunità internazionale di premere su Israele affinchè termini subito l'escalation di violenza, il segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon ha sottolineato la sua preoccupazione condannando il recente lancio di razzi da Gaza su Israele, gli Stati Uniti, La Francia e l'Italia hanno definito "vili" gli attacchi sulle città israeliane esprimendo contemporaneamente la propria preoccupazione per le vittime civili di entrambe le parti.

L'origine di questa escalation è derivata dall'accusa del governo di Tel Aviv, rivolta alla nota organizzazione terroristica, di avere rapito e ucciso tre ragazzi quindicenni ma le autorità palestinesi hanno risposto affermando che queste sono scuse di Netanyahu per riaprire vecchie ostilità in un momento molto critico per l'intera regione.