La striscia di Gaza è sotto bombardamento da parte dell'aviazione israeliana. Nella notte tra martedì 8 e mercoledì 9 luglio ci sono stati almeno 160 raid aerei che si sono abbattuti contro Hamas, con l'intento di colpire obiettivi militari. Un portavoce dell'esercito israeliano ha confermato gli attacchi e ha affermato che dall'inizio dell'operazione ci sono stati circa 430 attacchi da parte dell'aviazione.
Gli aerei israeliani, stando a quanto comunicato dall'esercito, avrebbero sganciato bombe verso rifugi e postazioni di militanti di Hamas, dai quali nei giorni scorsi sarebbero partiti numerosi razzi lanciati contro lo Stato israeliano. Mettendo Gaza a ferro e fuoco, l'aviazione avrebbe distrutto circa 120 postazioni di missili palestinesi, una decina di luoghi di comando di Hamas, facendo crollare anche diversi tunnel sotterranei scavati lungo la frontiera dai palestinesi.
Nonostante si sia parlato di obiettivi militari, pare che i bombardamenti abbiano fatto anche delle vittime nella popolazione civile. Il bilancio, al momento, è di almeno 25 persone decedute, 21 delle quali a causa dei raid aerei. Le altre 4 persone sarebbero degli uomini - rana palestinesi uccisi dalle truppe israeliane all'altezza della frontiera. Una escalation di violenza, quella tra Israele e Palestina, che non accenna a diminuire. Lo Stato israeliano ha richiamato almeno 40 "riservisti", e nel frattempo il Primo Ministro israeliano, il 65enne Benyamin Netanyahu ha messo all'erta le truppe per un'eventuale operazione militare terrestre, attualmente in preparazione.
Le sirene d'allarme hanno suonato anche nella prima mattinata a Tel - Aviv, e subito dopo sono state udite numerose esplosioni in città, anche se al momento non è ancora noto se ci siano state altre vittime. Il giornale online "Haaretz" ha fatto sapere che sono stati intercettati e distrutti due razzi lanciati da Israele. La tensione è altissima e da Hamas fanno sapere che: "Israele ha varcato una grave linea rossa, e ora ne subirà le conseguenze".