Dramma per Carlos Tevez. Nella mattinata di martedì 29 luglio, il padre adottivo dell'attaccante della Juventus è stato rapito in Argentina, nei pressi di Moron. Juan Carlos Cabral, secondo le prime ricostruzioni fatte dalla polizia argentina, sarebbe stato bloccato da alcuni sconosciuti mentre era nella sua automobile. La vettura è stata ritrovata qualche ora dopo, a Villa Devoto, ma purtroppo l'uomo scomparso non era a bordo. Pare che inizialmente, i rapitori non fossero a conoscenza di aver sequestrato il padre adottivo del centravanti argentino. Nel corso della giornata, sarebbero giunte due telefonate alla famiglia di Tevez che risiede a Buenos Aires: durante questi contatti telefonici i sequestratori avrebbero avanzato delle richieste di riscatto in denaro. In un primo momento c'è stata un po' di confusione intorno alla vicenda: si pensava, infatti, che l'uomo fosse stato liberato al termine di un sequestro lampo con riscatto già pagato dai familiari, invece dopo poco è arrivata la notizia ufficiale che Cabral si trova ancora nelle mani dei banditi che l'hanno rapito.

Carlos Tevez, vista la gravità della situazione, ha lasciato il ritiro juventino di Vinovo e ha preso il primo aereo per l'Argentina dove seguirà da vicino l'intera evoluzione della vicenda. Pare che proprio l'Apache sia in costante contatto con i rapitori e stia portando avanti la trattativa per la liberazione del padre. Nel frattempo, anche la polizia argentina si sta muovendo intensificando le ricerche e bloccando le reti telefoniche della zona in cui risiede la famiglia del centravanti della Juventus, in modo tale da tenere isolata la linea telefonica dei familiari di Tevez.

Il legale del giocatore, Gustavo Galasso, ha rilasciato alcune dichiarazioni in attesa dell'arrivo in Argentina di Carlos Tevez partito poco fa dall'Italia. L'avvocato ha affermato che "la famiglia è costernata" per questo terribile evento e che con molta pazienza e tenacia stanno aspettando l'evolversi della situazione per capire come agire. Intanto, Galasso ha chiesto ai media di fare un passo indietro, evitando di assieparsi intorno alla casa dei parenti del calciatore "per motivi di sicurezza".