Il numero di contagi dell'Ebola continua a salire vertiginosamente nei Paesi africani. Intanto, è resa nota la presenza di un possibile connazionale infetto dal virus e la certezza di un infermiere inglese ora posto in isolamento presso il Royal Free Hospital di Londra che ha contratto il virus in Sierra Leone. Dalla Turchia arriva anche l'allarme per il presunto contagio di una 23enne italiana.

23enne italiana ora in Turchia

Vomito e febbre sono stati i sintomi della 23enne italiana che si trovava su un volo diretto verso la Turchia.

La passeggera è scesa all'aeroporto di Ataturk di Istanbul. La giovane italiana è ora stata sottoposta alle analisi del caso per verificare se risulta essere positiva al virus che sta decimando la popolazione africana. Partita dal Kenya la giovane era convinta, come gli è stato diagnosticato anche dal medico, di aver contratto la malaria, infatti, la ragazza viaggiava portando con sé i farmaci contro la malaria che gli erano stati prescritti. Secondo il quotidiano Turco Zaman sono stati presi in volo e in fase di trasporto, in ambulanza, sistemi precauzionali per evitare la possibilità di contagio.

Ora si attendono i risultati degli esami che dovrebbero dare una risposta definitiva su quale sia il virus contratto dalla ragazza italiana.

13 casi di Ebola in Congo, contagiato anche un inglese in Sierra Leone

Intanto, il ministero della sanità della Repubblica democratica del Congo rende noto che sono stati riscontrati con certezza tredici casi di Ebola sul territorio. Così con Kenya, Sierra Leone, Nigeria e Liberia sale a cinque il numero dei Paesi africani in cui è stata riscontrata la presenza di casi di Ebola.

Arriva anche da Oltremanica l'annuncio da parte del ministero della sanità la notizia della presenza sul territorio nazionale di un infermiere proveniente dalla Sierra Leone che è risultato positivo al test del Ebola. L'uomo ora è stato posto in isolamento presso il Royal Free Hospital di Londra, il trasporto è stato effettuato su un elicottero attrezzato per il caso e alla presenza di un solo infermiere qualificato per ridurre al minimo i contatti col virus.

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