La notizia del giorno è l'azione del governo di Londra, col beneplacito della regina Elisabetta, per imprimere una svolta alla crisi irachena e dare una decisa stretta a fenomeno del jiadhismo mediante l'invio di militari della Sas e della Srr. Sbarcano i Iraq e Siria portando con sé materiali ad alto contenuto tecnologico per stanare i terroristi e ci sarebbe già, come riporta il tabloid Mail on Sunday, un primo risultato consistente nell'individuazione del boia di Foley.
Trovato l'assassino
La conferma del ritrovamento del boia proviene direttamente dall'ambasciatore inglese Peter Westmacott della sede Usa che alla Cnn rilascia un'intervista in cui dichiara che le forze speciali inviate da sua Maestà Elisabetta II sono vicinissime alla cattura dell'assassino di Foley.
Le testuali parole del diplomatico britannico sono state "Non siamo lontani dal dare un nome al jihadista". Il fenomeno dell'Isis non è strettamente "indigeno", ossia limitato a ribelli di nazionalità araba, ma include nella sua organizzazione anche terroristi provenienti da altre parti del mondo. La convinzione di dover porre un freno all'emigrazione di terroristi europei verso i territori conquistati dalla Jihad islamica che si allargano ogni giorno di più, come si può vedere dalla foto in calce, emerge chiaramente anche dalle parole del ministro inglese Theresa May dove annuncia misure speciali per combattere il terrorismo che si annida in casa.
Anche italiani nella Jihad
Si diceva che i terroristi non sono tutti arabi come originariamente si pensava.
Ebbene, adesso si sa che fra questi, secondo i servizi segreti di Intelligence, ci sarebbero anche 20 italiani. Lo stesso ministero degli Interni, secondo quanto scritto sulle pagine di Repubblica che riporta un'intervista ad Alfano, disporrebbe di un elenco dettagliato di attivisti italiani arruolati nelle forze dell'Isis. Ormai è lotta senza quartiere su tutti i fronti, sia su quello interno con la stretta sulle moschee in Italia e sia sul fronte dell'intelligence con l'unione delle forze americane ed europee per arginare i danni enormi prodotti in tutto il Medio Oriente dai ribelli jihadisti in fatto di vittime.