Quando è giunto in ospedale, i medici sono rimasti a bocca aperta di fronte a quello scheletro vivente: "sembrava un sopravvissuto dell'Olocausto", hanno affermato i dipendenti della struttura sanitaria nel vedere quel bambino che pesava appena 11 chili, la pelle consumata e le ossa così sporgenti che in alcuni punti avevano anche lacerato l'epidermide. La piccola vittima è rimasta rinchiusa in casa per anni dalla famiglia che lo ha abbandonato a se stesso, portandogli ogni tanto piccole razioni di cibo. Negli ultimi tempi, per sopravvivere, il bambino aveva cominciato a nutrirsi di insetti.

Questa raccapricciante vicenda è avvenuta negli Stati Uniti, a Greenville, in Pennsylvania. La famiglia Rader composta da Maria, 28 anni e madre del bimbo denutrito, Deana Beighley, la nonna 48enne e Dennis Beighley, il nonno di 59 anni. I vicini di casa erano convinti che Maria Rader avesse tre figli, due femmine e un maschio. Tutti ignoravano dell'esistenza dello sfortunato A.R., tenuto prigioniero in casa e abbandonato al suo destino. A giugno, però, un uomo che risiede nelle vicinanze della dimora dei Rader ha visto uno scheletro muoversi lungo il porticato e, allarmato, ha avvisato la polizia.

Gli agenti, quando sono entrati in quella casa degli "orrori", hanno trovato il piccolo di appena 8 anni in condizioni pietose. Era stato isolato in un'ala della villetta dalla quale non poteva uscire: ogni tanto gli portavano minuscole porzioni di cibo. Solo negli ultimi mesi la famiglia gli aveva dato il permesso di passeggiare un po' lungo il porticato, dove il bimbo aveva imparato a mangiare insetti per combattere la fame. Così, è stato avvistato dal vicino che per fortuna ha avvertito le forze dell'ordine salvando la vita al bambino.

I familiari sono stati immediatamente arrestati per tentato omicidio e altri reati minori. Durante il processo, un testimone avrebbe affermato che la nonna odiava A.R. al punto tale da convincere il resto della famiglia a tenerlo in quelle condizioni disumane. Il giudice distrettuale, quando ha visto le immagini scioccanti del bimbo ha subito disposto la carcerazione per gli imputati e una cauzione pari a 100mila dollari cadauno. Quando è stata letta la sentenza di condanna, i presenti in aula si sono lasciati andare ad un applauso di approvazione. Amareggiati gli avvocati difensori, i quali hanno sostenuto che il bambino fosse affetto da un problema legato all'ormone della crescita, quindi non riusciva ad ingrassare. Secondo i legali, l'unica colpa dei familiari sarebbe stata quella di non aver cercato assistenza medica. Nel frattempo, una volta ricoverato in ospedale, la vittima di 8 anni ha cominciato a veder migliorare le sue condizioni generali. Dal Greenville Medical Center raccontano che adesso A.R. mangia regolarmente e che in poche settimane è riuscito ad ingrassare già di 9 chili. L'assistente sociale ha rivelato che il bambino non si rendeva conto che la sua famiglia gli stesse facendo del male. 

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