Ennesima ulteriore tragedia riguardante il problema dei clandestini e dei loro tentativi di immigrazione. La Marina Militare ha infatti reso noto attraverso un comunicato stampa di essere stata impegnata nel week-end appena concluso nel recupero di due cadaveri in mare causati dal naufragio di un gommone nei pressi delle coste al nord della Libia. I corpi dei due clandestini deceduti sono arrivati durante la mattinata a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, a bordo di un pattugliatore della Guardia Costiera. Il rovescio positivo della medaglia viene comunque dettato dal fatto che sono stati tratti in salvo 268 immigrati, grazie all'impeccabile lavoro dei militari inviati sul posto dalle autorità nostrane.

Il numero potrebbe purtroppo essere destinato anche a salire, in quanto i controlli delle motovedette sono costantemente in corso, e di conseguenza i dati in costante aggiornamento. Nel corso del fine settimana inoltre, sono state effettuate altre tre operazioni di recupero: nella prima è stata garantita assistenza a più di 2500 persone, recuperate grazie al supporto di alcuni elicotteri e dal lavoro delle navi San Giusto, Fasan, Aliseo, e Sfinge. Nella seconda invece ne sono stati recuperati poco più di 1300, grazie alla collaborazione della fregata Fasan, che ha contribuito nelle operazioni di salvataggio effettuatesi durante la nottata tra venerdì e sabato a largo del Canale di Sicilia, poche miglia a sud di Lampedusa. Infine, nell'ultima operazione a bordo della nave San Giusto, coadiuvata da imbarcazioni mercantili e motovedette minori, sono stati effettuati 1190 recuperi di migranti, che sbarcheranno nella mattinata di domani a Salerno.

Il problema immigrazione naturalmente non preoccupa soltanto Sicilia e Campania, infatti ieri sera 246 immigrati, di cui tra questi circa 50 donne ed un bambino, hanno raggiunto il porto di Reggio Calabria dopo essere stati soccorsi la settimana precedente a largo del Canale di Sicilia. Tuttavia le loro condizioni non destano particolari preoccupazioni, e nessuno di loro sarebbe in pericolo di vita.

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