Via libera ai raid aerei in Iraq contro i miliziani jihadisti delll'Isis; l'autorizzazione è stata annunciata in diretta tv dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama; saranno lanciati anche aiuti umanitari, viveri e acqua, dagli aerei cargo alle popolazioni in fuga dai miliziani, donne, bambini, anziani e anche suore e sacerdoti. I raid dei caccia americani devono essere mirati a colpire i terroristi, Obama non ha nessuna intenzione di farsi trascinare in nuova guerra in Medio Oriente. Sono 100.000 i cristiani in fuga dal nord dell'Iraq, dopo che l'Isis ha occupato le principali città della zona, da quanto riferisce anche l'arcivescovo di Babilonia, Sako, sarebbero anche state tolte le croci dalle chiese e bruciati migliaia di antichissimi manoscritti cristiani.

" Non potevamo chiudere gli occhi" ha detto Obama " Vogliamo evitare un genocidio". E' uno scenario da orrore quello che si registra nel nord iracheno, l'avanzata violenta dei miliziani jihadisti dell'autoproclamato Califfato Islamico non è ormai più controllabile, ne dall'esercito governativo di Baghdad, ne dalle forze curde, Peshmerga; la città di Qaraqosh è stata completamente saccheggiata e trasformata in città fantasma, nessuno dei 50.000 abitanti è rimasto qui. Nel frattempo è giallo sui raid aerei americani, secondo fonti curde, e soprattutto secondo il New York Times e il Wall Street Journal, sarebbero già iniziati, e parlano di un paio di postazioni Isis colpite nelle pianure del Sinjar; secca la smentita del Pentagono " Nessuna azione è stata ancora intrapresa" dice il portavoce militare John Kirby, la Cnn cita invece che tutti i bombardamenti in quella zona fino a ora sono compiuti solo dall'aviazione dell'esercito iracheno.

Quella americana è già lavoro, ma solo con i cargo che lanciano aiuti umanitari alle popolazioni in fuga. Il Pentagono è preoccupato per alcune notizie che arrivano sul conto di una cinquantina di soldati americani presenti nella città curda di Erbil, potrebbero essere seriamente minacciati dai miliziani islamici. Della nuova crisi irachena è tornato ad occuparsi anche l'Onu, il segretario Ban Ki-moon, si è detto sconvolto dalle notizie che arrivano, in apprensione per quello che sta accadendo, ovviamente, anche Papa Francesco.

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