Una tragedia stile Vajont, pur fatte ovviamente le debite proporzioni, si è replicata al Molinetto della Croda a Refrontolo sabato sera, durante la " Festa degli uomini", una sagra del paese con un centinaio di cittadini presenti, radunati dentro il tendone allestito per l'occasione. A causa delle abbondanti e forti piogge dei giorni scorsi che si sono abbattute nella vicina zona montuosa e sulle colline del Prosecco, il torrente Lierza ha visto allargare dal grande flusso d'acqua il suo letto da 6 a 60 metri, e improvvisamente, nel mezzo della sagra paesana è letteralmente "esploso" trasformandosi in una bomba d'acqua travolgente verso tutto quello che incontrava, strutture, automobili e purtroppo, soprattutto persone; 4 ne sono state inghiottite dalla furia delle acque: Giannino Breda 67 anni, Maurizio Lot 52 anni, Luciano Stella 50 anni e Fabrizio Bortolin 48 anni, le vittime del disastro; diversi i feriti.

Quando l'acqua killer ha fatto improvvisa irruzione nella festa, la gente in preda al panico ha iniziato ad aggrapparsi dove poteva, alla struttura del tendone che però si piegava su se stessa, alle automobili che nondimeno erano trascinate a valle dalla furia. Correre, correre come forse mai avevano fatto in vita loro, verso gli alberi, in alto, unica possibilità di salvezza dalle roboanti acque.

Per il capo del Genio Civile di Treviso, Alvise Lucchetta e il numero uno della Forestale della provincia di Treviso, Alberto Piccin la tragedia ha come unica causa l'eccezionale quantità d'acqua caduta nella zona in brevissimo tempo; nulla centrano le rotoballe di fieno, escludendo l'ipotesi avanzata in un primo momento di un effetto tappo causato proprio dalle rotoballe.

Nel luogo del disastro si sono subito presentati il sindaco di Refrontolo, Loredana Colledel e il presidente della regione Veneto, Luca Zaia. Dal Quirinale Giorgio Napolitano, ringraziando quanti si sono impegnati nelle difficili operazioni di soccorso, ha espresso la propria solidarietà alla comunità locale di Refrontolo. L'inatteso sta diventando usuale; d'accordo le piogge eccezionali, ma nulla a che vedere con questa tragedia il dissesto geologico della zona? Gli sbancamenti , il disboscamento, l'incuria delle sponde e degli argini del torrente. Nulla a che vedere nemmeno le continue "stranezze" climatiche delle quali da tempo ci fanno monito continuamente scienziati e geologi di tutto il mondo nell'indifferenza generale?