Continuano i lavori diplomatici degli Usa nell'organizzare la guerra contro l'Isis in Medio Oriente. La notizia dell'ampliamento dell'alleanza in chiave anti-Isis viene pubblicata dal New York Times che cita come fonte alti funzionari del Dipartimento di Stato. Attualmente sono 10 i Paesi arabi che hanno dichiarato di aderire alla coalizione. Trattasi del risultato ottenuto dal segretario di Stato americano John Kerry nel suo viaggio in Giordania, Turchia, Egitto, emirati del Golfo e Arabia Saudita.

Questi Paesi, nell'aderire all' iniziativa americana di compiere raid aerei contro le basi e le postazioni militari dell'Isis del califfo Al-Baghdadi, forniranno agli Usa supporto logistico e di intelligence. Dunque, viene esclusa la partecipazione militare diretta.

Il Regno Unito

Dopo l'ultima decapitazione che ha visto come vittima il britannico David Haines, la linea del Regno Unito potrebbe cambiare in un impegno militare diretto insieme agli Usa. Il governo inglese, inizialmente deciso a non impegnarsi militarmente, sembra aver cambiato idea alla luce degli ultimi sviluppi.

L'avvenuta esecuzione di Haines e la minaccia di uccidere un altro cittadino britannico, Alan Henning, presentato nell'ultimo video, vengono interpretati come una dichiarazione di guerra per rispondere a quella di Barack Obama, proclamata in occasione del ricordo dell'undici settembre. I gesti dell'Isis trasmessi via web sono considerati affronti che, né Washington né Londra, vogliono lasciare impuniti.

La coalizione

Nel frattempo la conferenza internazionale si sta riunendo a Parigi. In questo incontro i 20 Paesi della coalizione stanno cercando di elaborare una strategia comune e i provvedimenti più idonei per contrastare efficacemente l'Isis. Anche l'Italia è presente col proprio ministro degli Esteri Federica Mogherini. Qualcuno però già si sta muovendo. Ad annunciarlo è il ministro della Difesa francese, Jean-Yves Le Drian, che però si trova negli Emirati Arabi Uniti.

Da lì ha reso noto che la Francia, membro della coalizione anti-Isis, comincerà i primi voli di ricognizione militare nell'Iraq, come da accordi già presi con le autorità irachene e quelle degli Emirati Arabi Uniti. I caccia francesi Rafale decolleranno dalla base di Al-Dhafra, nella quale già sono presenti duecento militari.

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