E' gelo tra l'occidente e la il Cremlino. La Nato ha comunicato in serata, in una dichiarazione rilasciata all'agenzia "Ansa", che la Russia non è più considerata una sua alleata e che quindi sarà necessario attuare una nuova strategia per rendere più sicura l'Europa. Inizierà nelle prossime ore il vertice in Galles dei Capi di stato e di governo dell'Alleanza Atlantica che avrà al centro le principali sfide internazionali del momento, cioè la minaccia dell'Isis in Medio Oriente e la crisi ucraina.

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Il presidente ucraino Poroshenko ha dichiarato, al termine di una telefonata col suo omologo Putin, il raggiungimento di un accordo per il cessate il fuoco permanente ma il Cremlino poco dopo ha frenato gli entusiasmi affermando che "la Russia non può concretamente negoziare un cessate il fuoco perché non è parte del conflitto". Putin successivamente ha dettato alcune condizioni per il raggiungimento della pace e cioè: la cessazione delle operazioni offensive delle forze armate ucraine e dei ribelli; il ritiro delle truppe di Kiev a distanza tale da escludere la possibilità di bombardare i centri abitati; il controllo internazionale sul cessate il fuoco; il non uso dell'aviazione militare contro i civili; lo scambio di tutti i prigionieri; l'apertura di corridoi per i profughi e per gli aiuti umanitari e infine la ricostruzione delle infrastrutture sociali del Donbass.

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I separatisti ucraini sostenuti da Mosca hanno accolto positivamente questa iniziativa mentre Obama ha espresso prudenza in merito pur dicendosi disponibile ad una soluzione politica della crisi ma non a permettere la disintegrazione dell'Ucraina né a riconoscere quelle parti di essa conquistate in passato dall'esercito russo.

Il capo della Casa Bianca ha sottolineato oggi in Estonia che la Nato deve essere pronta ad accogliere nuovi membri lasciando aperta così l'ipotesi dell'adesione del governo di Kiev.

Il premier ucraino Arseni Iatseniuk, che non è più in sintonia con Poroshenko, ha chiesto la creazione di un muro al confine la Russia ed ha bocciato l'ipotesi di un accordo con Putin poiché egli punta a distruggere l'Ucraina, a ricreare l'Unione Sovietica, a ingannare l'Alleanza Atlantica ed a evitare le ulteriori sanzioni occidentali che dovrebbero essere approvate nei prossimi giorni (Mosca ha minacciato, in tale caso, di non consentire più il transito del gas verso l'Unione Europea).

La Nato per il momento ha escluso l'invio di armi al governo ucraino ma ha affermato di avere programmato, già prima che gli eventi precipitassero, un'esercitazione militare dal 15 al 26 settembre nella parte nordorientale del paese vicino alle frontiere con la Polonia e lontano dagli scontri.

Essa coinvolgerà alcune navi dell'Alleanza Atlantica che entreranno nei prossimi giorni nel Mar Nero, 200 soldati americani stanziati a Vicenza (più quelli di altri paesi tra cui l'Italia), non contemplerà l'utilizzo di fuoco vivo e punterà (almeno nelle intenzioni) al mantenimento della pace.

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La Russia ha risposto affermando che proprio in quel periodo effettuerà esercitazioni militari nella zona utilizzando missili nucleari a lungo raggio. L'ex presidente polacco Lech Walesa, premio Nobel per la Pace nel 1983, ha invitato l'Unione Europea a non armare l'Ucraina per evitare lo scoppio di un conflitto atonico con la Russia. L'attuale premier del paese Tusk aveva paragonato tre giorni fa, durante le celebrazioni dell'inizio della seconda guerra mondiale, Putin a Hitler ammonendo l'Europa a non ripetere gli stessi errori compiuti nei confronti del dittatore tedesco.

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