La Malaysia Airlines torna a far parlare di sé. Stavolta, per fortuna, non c'entrano gravi incidenti aerei e non ci sono vittime, ma le polemiche si sono accese per un concorso a premi lanciato dalla compagnia aerea malese per rilanciare e rinnovare la sua immagine dopo gli ultimi drammatici eventi che l'hanno coinvolta. Tuttavia, il tema del concorso non è stato proprio dei più indovinati, poiché si intitolava "My ultimate bucket list", ovvero "La mia ultima lista di cose da fare prima di morire".

Una richiesta da brividi se si pensa che, a distanza di pochi mesi, più di 500 persone che viaggiavano con mezzi aerei della Malaysia Airlines hanno perso la vita. L'iniziativa doveva servire a riaccendere l'entusiasmo dei viaggiatori verso l'azienda malese, ma l'idea di proporre ai partecipanti al concorso di scrivere un elenco di cose da fare prima di morire è stata a dir poco audace. Il regolamento prevedeva che ci sarebbero stati 16 vincitori, ai quali sarebbero stati consegnati premi come un iPad o due biglietti aerei di andata e ritorno, destinazione Malesia.

Le proteste che si sono scatenate contro la Malaysia Airlines, il cui concorso a premi era stato organizzato per l'Australia e la Nuova Zelanda, hanno costretto la compagnia ad annullare ed a rinunciare alla propria iniziativa pubblicitaria, cancellata in poco tempo dal sito ufficiale. Ricordiamo che lo scorso 8 marzo un volo dell'azienda di Kuala Lumpur è scomparso in circostanze misteriose, e ancora oggi non si ha idea di dove possano essere finiti i resti del velivolo. Qualche mese dopo, il 17 luglio, un aeroplano partito da Amsterdam è stato colpito e abbattuto da un missile, si pensa lanciato dai filorussi nei cieli dell'Ucraina orientale. In questi due tragici incidenti, entrambi riguardanti aerei della Malaysia Airlines, sono morte 537 persone. Si spiega così, perché il tema del concorso a premi è apparso fuori luogo se non addirittura privo di sensibilità nei confronti dei passeggeri deceduti e delle loro famiglie.

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