Un terrificante comunicato del portavoce dell'Isis Abu Muhammed Al Adnani è stato diramato in tutto il mondo, mettendo in allarme tutto l'occidente. 'Conquisteremo la vostra Roma, faremo a pezzi le vostre croci e ridurremo in schiavitù le vostre donne', questa è l'agghiacciante dichiarazione, trasmessa da tutti i media. Le reazioni politiche sono state immediate, alcune hanno preso in serie considerazione la minaccia, altre invece parlano di farneticazioni di 'crociati della domenica'. Papa Francesco ha espresso molto rammarico per questa situazione difficile e pericolosa, lo stesso Pontefice ha reso noto che  alcune reazioni fanno solo il gioco del Califfo Ibrahim e dei suoi complici, che provocano l'Occidente e inducono i musulmani 'buoni' a far parte della sua organizzazione criminale.

I musulmani affermano che Roma diventerà islamica e quando una terra diventa islamica 'lo rimane per sempre'. Si presume che si sia creato questo accanimento contro la capitale perché l'Isis considera Roma la città simbolo del cristianesimo, il fulcro della Chiesa Cattolica. La preoccupazione è molto alta perché il califfo dell'Isis ha già dimostrato forti capacità propagandistiche e militari, inoltre agisce con una potente persuasione sul popolo dell'islam per accaparrarsi sempre più militanti anche e soprattutto di origine occidentale.

 Papa Francesco ha voluto però sottolineare che si tratta di pura propaganda e non bisogna farsi coinvolgere dalla provocazione di queste dichiarazioni in quanto lo scopo principale di questa organizzazione terroristica è quello di creare uno scompiglio politico generale e scatenare una guerra senza precedenti tra occidente ed islam. Questo tipo di provocazioni sono molto comuni da parte dell'Isis, infatti, con queste minacce, cerca di destabilizzare l'ambiente politico degli Stati più importanti del mondo.

Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha già organizzato una contro-offensiva militare con l'inizio dei bombardamenti in Siria, mirati a colpire i centri di controllo di questa organizzazione criminale, fortunatamente ora può contare sull'appoggio di molti paesi arabi e dello stesso governo siriano.

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