L'allarme, sicuramente dei più temuti, viene lanciato dalle pagine del Telegraph da Anthony Banbury, capo della missione Onu che sta combattendo contro il virus in Africa occidentale: "Il virus dell'Ebola potrebbe mutare e diffondersi per via aerea se l'epidemia non verrà tenuta sotto controllo velocemente". E ancora ha aggiunto: "Non ho mai visto niente di simile e con un grado di pericolosità così elevato nella mia carriera, durante la quale ho attraversato emergenze, guerre e disastri naturali. Lo dicono anche altre persone, esperti che solitamente non sono allarmisti".

Difatti, secondo Banbury, che lavora per le Nazioni Unite dal 1988, gli operatori umanitari in Africa stanno facendo tutto quanto in loro potere per tenere il virus sotto controllo, eppure c'è la "possibilità da incubo" che Ebola possa diventare trasmissibile attraverso l'aria. Si tratta di uno scenario abbastanza remoto, ma che in ogni caso non può essere escluso, anche perché la comunità internazionale si è mossa in ritardo rispetto alle misure da adottare per far fronte alla rapida espansione del virus. Del resto, un'ulteriore espansione di Ebola in Africa, secondo la direttrice del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, "pone rischi significativi sul fronte economico e finanziario non solo per quella regione, ma per il mondo intero".

In ogni caso, non è prevista una interruzione dei viaggio aerei da e per i Paesi colpiti dall'epidemia, poiché è importante non isolarli: questa la risposta del portavoce dell'Onu, Stephane Dujarric, a chi chiedeva una replica circa il caso del paziente liberiano attualmente ricoverato a Dallas.

Thomas Eric Duncan, questo il nome dell'uomo, avrebbe raggiunto Dallas da Monrovia, capitale liberiana, con un volo che avrebbe fatto scalo a Bruxelles. A riferire ciò, un responsabile dell'autorità sanitaria, secondo la ricostruzione dei media americani, specificando anche che dalla capitale del Belgio non esistono voli diretti per Dallas. Nel corso dei giorni, almeno a 100 è salito il numero delle persone che sono strettamente monitorate, come riferito dalle fonti sanitarie del Texas, perché entrate in contatto con Duncan oppure con suoi familiari.

Inoltre, il paziente, come affermato dal governatore del Texas, Rick Perry, è stato anche in contatto con bambini in età scolastica, anch'essi monitorati dalle autorità sanitarie. Il presidente americano Barack Obama è stato informato sul caso dal direttore del Center for Disease Control and Prevention (Cdc), Tom Frieden.

E proprio i Centers for Disease Control and Prevention, massima autorità sanitaria negli Usa, hanno pubblicato un video dal titolo 'Salvare vite, proteggere le persone' con indicazioni utili a prevenire la trasmissione della febbre emorragica. Il metodo proposto dagli esperti del Cdc si chiama, nello specifico, 'contact tracing' e consiste, appunto, nel tenere una traccia di tutti coloro che entrano in contatto con una persona potenzialmente infetta.

Costoro sono poi messi in quarantena per 21 giorni in modo da verificare la presenza di eventuali sintomi: tale processo deve essere ripetuto fino a che non compaiono nuovi pazienti con sintomi. Al contrario, gli esperti sostengono che i controlli della temperatura corporea negli aeroporti non sono altamente attendibili, perché il periodo di incubazione della malattia può variare dai 2 ai 21 giorni. E, mentre un nuovo possibile caso americano è registrato nelle Hawaii, dove un paziente è stato messo in isolamento per sintomi sospetti, come riporta l'Abc, un contagiato è atteso per le cure nel policlinico universitario di Francoforte. L'uomo è un operatore sanitario di un'organizzazione sanitaria, di cui non si conosce ancora la nazionalità.

Tuttavia le sue condizioni mediche sono al momento così precarie che non è possibile trasportarlo. In Africa i Paesi dove l'emergenza è massima sono Liberia, Sierra Leone e Guinea, dove oltre 3000 persone sono decedute a causa del virus e altre migliaia sono state infettate.