Ancora una volta, la chiamata della rete alla protesta clamorosa contro "il governo mondiale che affama i popoli" ha raggiunto il suo obiettivo. Migliaia di persone hanno protestato a Napoli contro i banchieri della Banca Centrale Europea riuniti per prendere nuove misure contro la crisi che attanaglia l'Europa; proteste in gran parte pacifiche, ma con una minoranza che ha cercato e trovato lo scontro con le forze dell'ordine.

LA QUINTA GIORNATA DI NAPOLI

Quella che è stata chiamata "la quinta giornata di Napoli" è cominciata in mattinata con migliaia di manifestanti appartenenti alla Rete dei Movimenti Campani, Radunatisi presso la stazione della metropolitana dei Colli Aminei per dirigersi verso la Reggia di Capodimonte dove era in svolgimento il vertice della BCE.

Il corteo è andato ingrossandosi lungo il tragitto, man mano che confluivano gruppi di studenti o associazioni come quella delle mamme da anni in lotta contro la discarica di Chiaiano, raggiungendo le oltre 4000 persone. Tutto si è svolto in tranquillità, tra negozi con saracinesche abbassate e sotto l'occhio vigile di 2000 agenti in tenuta antisommossa, con telecamere applicate sulla divisa per filmare eventuali tentativi di deriva violenta.

Quando il corteo è giunto all'altezza del Tribunale dei minori sono comparsi i primi caschi e le sciarpe a coprire i volti da parte di probabili infiltrati che hanno lanciato fumogeni e petardi al grido di "Daniele vive", con riferimento al giovane ucciso accidentalmente da un carabiniere.

Successivamente sono state assaltate con spray e bottiglie le vetrine di una filiale del Banco di Napoli, provocando l'intervento degli idranti. Giunti alla Reggia di Capodimonte, presidiata in forze dalla polizia, alcuni giovani hanno tentato di scavalcare il muro di cinta per dispiegare uno striscione contro la BCE; uno di questi è stato fermato dalla polizia e rilasciato dopo qualche ora.

IL VERTICE DELLA BCE

Intanto, nella tranquillità dei saloni della Reggia di Capodimonte, Mario draghi e gli altri 18 banchieri della BCE mettevano a punto un piano per l'acquisto di crediti cartolarizzati per liberare liquidità e sbloccare i crediti alle piccole e medie imprese. Una misura avversata dal presidente della Bundesbank tedesca e che probabilmente ha influito sulla tempistica dell'intervento che i mercati hanno ritenuto insufficiente. Ne è risultato un crollo delle borse europee (Milano ha perso il 3,9%) che ha fatto sicuramente più danni dei Block Bce.