Circa tre mesi fa nel quartiere di Caivano, situato a circa 20 km da Napoli, veniva trovato il corpo esanime di una bambina di sei anni sull'asfalto, all'interno del Parco Verde, tristemente noto essendo centro di smercio droga e di malavita. La prima ipotesi fu quella di una caduta accidentale dal balcone del palazzo ma proprio ieri si sono avuti i risultati dell'autopsia che hanno evidenziato dei segni di violenza sessuale sul corpo della bambina, collocabili in un arco di tempo che va da una settimana a dieci giorni prima del suo decesso.

Molto probabile a questo punto l'ipotesi di un omicidio volontario da parte di un assassino ancora non identificato il quale avrebbe praticato pedofilia ai danni della bambina e poi, per timore di essere scoperto, l'avrebbe uccisa.

La bambina era una facile preda in effetti, dal momento che il padre è detenuto e deve scontare una pena di undici anni a causa del commercio di cd musicali falsificati.

Rimane però da chiarire come è avvenuta la sua morte, in quanto sul suo corpo sono assenti segni di abrasioni e di ematomi, tipici di chi cade da una notevole distanza. L'esperto di balistica avanza l'ipotesi che in realtà la bambina non sia stata scaraventata dal settimo piano del palazzo ma che sia stata prima uccisa con altre modalità e poi posta sull'asfalto. Qualora fosse stata scaraventata giù- ci spiega- ciò sarebbe avvenuto da un'altezza poco considerevole.

Non è la prima volta che nel Parco Verde di Caivano si verifica un caso di pedofilia e di relativo assassinio.

Lo scorso aprile infatti, circa sei mesi prima del presunto volo di Fortuna, anche un altro bambino, Antonio Giglio, tre anni, veniva prima abusato sessualmente e poi scaraventato giù dallo stesso palazzo e dallo stesso appartamento della piccola Fortuna. C'è una connessione quindi. Deve esserci qualcosa in quell' edificio, come fa notare anche l'esperto di balistica: "La cosa che ci sta più a cuore è la situazione strutturale di quel palazzo e tutti i bambini esposti a delle pratiche particolari".