Le condizioni dell'infermiera spagnola, Teresa Romero, che ha contratto l'ebola nell'ospedale Carlo III di Madrid sono peggiorate. Sembrerebbe che sia stato necessario intubarla. La donna non ha voluto che fossero rese note le sue condizioni, ma il fratello, José Ramon Romero, intervistato da una emittente radiofonica, ha confermato il peggioramento di Teresa. La vicedirettrice del Carlo III ha riferito che un altro infermiere potrebbe essere stato contagiato, anche se al momento non presenterebbe ancora i sintomi.

Salirebbe così a 7 il numero delle persone poste in quarantena a Madrid. Ci sarebbero anche i medici e gli infermieri che si sono occupati di Teresa quando è giunta in ospedale per il ricovero.

Inoltre l'ospedale Carlo III è stato costretto a richiedere personale sanitario extra all'assessorato regionale perché i suoi dipendenti si sono rifiutati di lavorare: non ci sono adeguate condizioni di sicurezza nella struttura.

Questo è quanto affermato alla stampa da Elvira Gonzales, vicesegretaria del Sindacato Ausiliari di Infermeria (Sae). Anche il conducente e il barelliere dell'ambulanza che hanno trasportato l'infermiera hanno detto, al El Pais, che è stata usata una vettura non dotata di dispositivi di prevenzione del virus.

Casi sospetti: lo stato dell'arte

Il governo Usa sta intensificando i controlli aeroportuali per i voli provenienti dall'Africa.

Ai passeggeri verrà presa la temperatura con un termometro a sensore in modo da evitare ogni contatto. Dopo la morte del paziente zero (Duncan) un nuovo caso sospetto è emerso a Dallas. Un uomo è stato ricoverato al Texas Presbyterian. Il paziente ha affermato di aver avuto contati con Duncan. Non è stata fatta ancora una diagnosi ufficiale. Macedonia: Un cittadino britannico è morto con i sintomi del virus nell'ospedale di Skopje.

Il ministero degli Esteri inglese sta verificando la notizia (fonte Bbc).

Gran Bretagna: anche il governo britannico ha deciso si seguire l'esempio statunitense. Saranno intensificati i controlli sui passeggeri provenienti dai paesi colpiti dal virus. Gli aeroporti interessati saranno Gatwick e Heathrow di Londra, nonché l'Eurostar. Francia: casi sospetti, poi rientrati, a nord - ovest della capitale, hanno portato all'isolamento di un intero edificio da parte delle autorità sanitarie. Australia: un'infermiera di 57 anni della Croce rossa tornata dalla Sierra Leone è stata sottoposta ad indagini e posta in quarantena.

La donna si è presentata in ospedale per una lieve alterazione della temperatura: 37,6. Portogallo: è stato negato il permesso di atterraggio ad un piccolo aereo con a bordo una dottoressa norvegese di Medici Senza Frontiera che avrebbe contratto l'ebola durante la sua missione in Sierra Leone. L'aereo è atterrato alle Canarie e la dottoressa, di cui è ignoto il nome, pare sia rientrata a Oslo.

Italia: Un medico di Emergency è stato ricoverato all'ospedale Spallanzani di Roma.

La vicenda trae origine da pediatra ugandese che ha lavorato in un ospedale in Sierra Leone, che si ammala e risulta positivo all'Ebola. Pochi giorni prima della scoperta del contagio aveva partecipato ad una festa insieme ad altri medici, tra i quali quello italiano, ora posto sotto osservazione nell'ospedale di Roma. Beatrice Lorenzin, ministro della salute, ha assicurato che il rischio di ebola di immigrati malati è molto basso.

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