La situazione in Siria rischia di degenerare poiché il caos sta creando un terreno fertile per i gruppi fondamentalisti che proseguono la loro lotta anche mediante i sequestri. L'ultimo è avvenuto, qualche ora fa, al confine con la Turchia dove sono stati fermati un parroco locale e una ventina di altri cristiani. La zona è interessata dagli scontri tra gli jihadisti dell'Isis e i miliziani curdi.

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Il governo di Ankara ha sottolineato ieri la necessità di difendere la città siriana di Kobane dall'avanzata dei primi poiché se dovesse cadere potrebbe diventare un punto strategico per lanciare potenziali attacchi contro il suo territorio; venerdì scorso tuttavia ha condizionato la propria partecipazione alla coalizione guidata da Obama alla destituzione del rais di Damasco Assad (il quale però gode della protezione militare di Mosca e di Teheran).

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I curdi, per richiamare l'attenzione internazionale sulla loro lotta sempre meno efficace contro i terroristi, sono scesi in piazza in Turchia (qui gli scontri hanno provocato il decesso di 12 persone) ma anche presso il Parlamento europeo di Bruxelles dove sono rimasti feriti alcuni agenti della sicurezza; scene simili si sono verificate un po' ovunque come a Roma e ad Amsterdam. Le Nazioni Unite e l'Iran hanno invitato la comunità internazionale a non chiudere gli occhi davanti a questa emergenza prima che diventi troppo tardi attuando azioni immediate e adeguate al contesto che si è creato.

Il Dipartimento al Tesoro Usa ha comunicato che lo Stato Islamico incassa un milione di dollari al giorno; ciò contribuisce indubbiamente a renderlo potente anche dal punto di vista militare stimolando inoltre nuove organizzazioni, in diversi paesi come sta accadendo a Derna in Libia, ad abbracciare la sua causa e ad estendere velocemente la propria influenza.

I servizi segreti di tutto il mondo sono in stato di massima allerta per controllare gli individui che potrebbero rappresentare una minaccia per la sicurezza dei loro paesi come il cittadino americano diciannovenne, Mohammed Hamzah Khan arrestato sabato scorso, che è stato accusato di aver tentato di partire per l'estero con l'intento di arruolarsi con i terroristi così come un ventiseienne fermato in Giappone.

Il rappresentante russo all'Opac ha affermato che l'Isis avrebbe compiuto almeno quattro attacchi chimici con il Cloro, a settembre, in Iraq (il rappresentante di Baghdad ne ha confermato uno solo). La notizia è molto preoccupante in quanto tali gas potrebbero essere utilizzati per compiere attentati anche nelle nostre città.

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