Il musicista Paolo Bovi, uno dei fondatori del gruppo dei Modà che è passato dietro il palco nel 2005 e che è arrivato secondo classificato nel 2001 e terzo classificato nel 2013 al Festival di Sanremo. si trova ora accusato di pedofilia. Arrestato già a gennaio, è stato condannato dal gip di Milano, Franco Cantù Rajoldi. In totale deve scontare una pena di cinque anni e mezzo di reclusione per aver molestato quattro ragazzi che hanno un'età tra i quattordici e i sedici anni. Le violenze sono avvenute nell'anno 2011 quando Bovi ricopriva il ruolo come educatore all'interno di una parrocchia a Milano.

La parrocchia è estranea alla vicenda. Le molestie infatti non si sarebbero consumate tra le mura della parrocchia bensì in altri luoghi come ad esempio il campeggio in cui i ragazzi della parrocchia andavano in gita. Per Bovi era stata chiesta una condanna di sei anni e otto mesi ma il processo con rito abbreviato ha scontato la pena del fonico, uno sconto di un terzo della pena. I ragazzi violentati si sono costituiti parte civile del processo e nei loro confronti è previsto anche una quota di 10 mila euro.

Solo uno però avrà la somma perchè gli tre altri hanno rifiutato la somma di risarcimento che il fonico ha proposto.

Aveva offerto 5mila euro a ogni ragazzo e 7mila e mezzo per il tredicenne

Il fonico infatti aveva proposto di risarcire i danni ai giovani con una cifra di cinquemila euro a ciascun ragazzo fatta eccezione del quarto ragazzo che all'epoca dei fatti era il più piccolo avendo soltanto tredici anni.

Per lui aveva stanziato settemilacinquecento euro. La quota che è stata accettata solo da uno di loro servirà per pagare le cure delle sedute psicologiche. Mentre Bovi si trovava ai domiciliari è riuscito a manomettere il braccialetto elettronico e allontanandosi da casa aveva persino tentato di togliersi la vita. Il segnale del braccialetto aveva avvertito le forze dell'ordine che erano riuscite a salvarlo.

Entro i prossimi tre mesi verranno deposte le motivazioni della sentenza. I giudici infatti non hanno accettato la proposta di assoluzione.

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