La sentenza definitiva è stata accolta in silenzio assoluto dai presenti nell'aula del Tribunale di Pretoria, dove si è finalmente concluso il processo a Oscar Pistorius, l'atleta paraplegico accusato di aver ucciso la propria fidanzata, Reeva Steenkamp, il 13 febbraio del 2013. Pistorius è stato condannato a 5 anni per omicidio colposo, in quanto si è ritenuto, dalla prove fornite dalla difesa e dalla testimonianza dello stesso imputato, che la sera del delitto l'uomo  avrebbe agito in preda alla paura e non con l'intenzione di uccidere la propria compagna. Inoltre, una pena di ulteriori 3 anni per detenzione di arma da fuoco, è stata sospesa con la condizionale. 

Il giudice Thokizile Masipa si è ritenuta nel giusto per questo verdetto definito equo sia nei confronti della società che in quelli dell'imputato ed ha voluto sottolineare di aver preso in considerazione, per la condanna, tutti gli elementi a disposizione, la gravità del reato e ha tenuto conto anche dell'handicap dell'accusato che influisce non poco sulla sua personalità, ritenendo che una lunga pena detentiva non sarebbe un buon esempio per la società e non appropriata per il condannato. Oscar Pistorius, durante il verdetto, è apparso tranquillo e apparentemente soddisfatto della pena che gli è stata inflitta.

 Soddisfatta anche la famiglia della vittima che ha dichiarato di non voler ricorrere in appello. Il padre di Reeva ha affermato di ritenersi contento per la sentenza nei confronti dell'assassino della figlia. Pistorius è già stato condotto in una cella dell'Arta Corte di North Gauteng in attesa di essere trasferito in carcere, probabilmente nella prigione di Kgosi Mampuru II a Pretoria come affermano fonti della Bbc nel loro sito online. 

Il Procuratore di Pretoria, mediante il  suo portavoce Nathi Mncube, ha dichiarato di essere deluso dalla condanna per omicidio colposo nei confronti dell'imputato e, avendo a disposizione due settimane per poter decidere, si riserva il diritto di ricorrere o meno in appello.