Tutto pronto per festeggiare la laurea di una studentessa dell'università Kore di Enna. In realtà, aveva sostenuto soltanto due esami. Forse è iniziato quasi per gioco o errore per una ragazza siciliana iscritta alla facoltà di giurisprudenza. Aveva fatto credere a tutti, famigliari e amici, che sarebbe diventata dottoressa in legge e che le mancava solo di discutere la tesi davanti alla commissione. La realtà era ben diversa. La studentessa aveva sostenuto soltanto due esami, nulla di più.

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Ora l'università potrebbe agire legalmente per procurato danno d'immagine.

La settimana scorsa, la ragazza si è spinta davvero oltre, portando la messinscena all'estremo quando insieme ad amici e parenti si è presentata all'università, nell'aula magna dell'ateneo per laurearsi. Infatti avrebbe dovuto discutere la tesi e poi andare felicemente a festeggiare con tutte le persone care. La studentessa, ovviamente non trovandosi nell'elenco dei laureandi, ha cominciato a protestare chiedendo spiegazioni.

L'ateneo non ha trascurato questa storia
L'ateneo non ha trascurato questa storia

Addirittura, il padre della giovane, infuriato con il personale dell'ateneo e credendo alla versione della figlia, avrebbe preteso la proclamazione.

Al termine del teatrino all'università, la studentessa è andata a festeggiare tranquillamente con amici e parenti come se nulla fosse mai accaduto, anzi come se quella laurea fosse davvero stata conquistata con giornate e nottate di studio, come fanno tantissimi ragazzi in tutta Italia. L'ateneo, però, non ha trascurato questa storia ed ha aperto un indagine per fare più chiarezza.

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Infatti, dopo aver analizzato la carriera universitaria della giovane donna, l'università ha comunicato ai genitori che in realtà la loro figlia aveva superato soltanto due esami, sui trenta previsti dal suo corso di laurea in giurisprudenza. La facoltà di legge di Kore, potrebbe non lasciar correre questo episodio, in quanto la "scenata" nell'aula magna nel giorno delle lauree, si è svolta davanti a centinaia di persone. Ora potrebbero agire legalmente per un danno d'immagine procurato all'università.

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