La triste vicenda di Salvatore, umiliato e seviziato col compressore di un autolavaggio a causa di qualche chilo di troppo, è solo uno di tanti episodi che vedono ragazzi obesi vittime di bulli, che a pretesto delle loro violenze utilizzano proprio la condizione di sovrappeso in cui si trovano alcuni giovani. Un fenomeno in aumento, quello della "grassofobia" e gli esperti del settore lanciano l'allarme affinché si diffonda maggiore informazione sull'obesità - che è una vera e propria patologia - e soprattutto si faccia qualcosa per eliminare questa nuova forma di discriminazione. Angela Ferracci, presidente del Comitato italiano per la difesa dei diritti delle persone affette da obesità e disturbi alimentari, si sta facendo promotrice di una campagna di sensibilizzazione, affinché ci sia maggiore rispetto verso i soggetti in sovrappeso. I luoghi comuni sono ancora legati ad una visione dell'obeso come una persona "diversa" dalle altre, una sorta di "macchietta", di pupazzo da prendere in giro e, nei casi estremi, da sottoporre a vere e proprie forme di violenza come espiazione per la colpa legata all'esagerazione a tavola e quindi alla deformazione del proprio corpo. In realtà, come spiega la Ferracci, l'obesità non è un vezzo, ma una vera e propria malattia, riconosciuta dal settore scientifico, che in casi più gravi può condurre anche alla disabilità.

I numeri legati alle vittime di violenza per obesità sono impressionanti e in costante aumento. Basti pensare che se nel 2011 il bullismo legato al sovrappeso era intorno al 41%, nel 2013 il fenomeno è salito fino al 94% e la maggior parte dei casi di "grassofobia" si verificano in ambito scolastico. In difesa della dignità delle persone in sovrappeso si è schierato anche il pedagogista Francesco Baggiani, il quale ha raccolto numerose testimonianze di vessazioni ai danni di ragazzi obesi. Stando alle informazioni in possesso di Baggiani, le "persecuzioni" tra i giovani vanno da soprannomi umilianti a derisioni durante le ore di educazione fisica, fino a minacce e molestie. L'episodio verificatosi a Napoli, purtroppo, non è un caso isolato e la preoccupazione per l'incolumità dei giovani affetti da obesità è tanta, soprattutto se si tiene conto del fatto che, anche coloro i quali riescono a dimagrire, continuano comunque a subire soprusi e violenze.

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