Il gip di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) ha emesso un'ordinanza di arresto nei confronti dell'imprenditore Giuseppe Gravante, 75enne proprietario di Foreste Molisane, uno dei marchi leader nella produzione di latte del Sud Italia. Il provvedimento, eseguito dagli agenti del Corpo Forestale, fa riferimento ad una serie di reati, tra cui l'estorsione e lo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi.

L'inchiesta

Le indagini che hanno portato alla misura restrittiva, sono state avviate a seguito della denuncia di un ex dipendente che ha raccontato di essere stato costretto da Gravante, pena il licenziamento, a sversare i rifiuti provenienti dagli allevamenti bovini dell'azienda direttamente nel fiume Volturno, attraverso un sistema di pompe idrauliche e di canalizzazione appositamente realizzate e nascoste alla vista.

Le successive indagini hanno portato alla conferma della denuncia dell'ex dipendente, compresa la pratica di interrare e bruciare, sui terreni della stessa azienda zootecnica, gli scarti dell'imbottigliamento del latte: tetrapack, bottiglie in pet, etichette ed altro. Le pratiche di smaltimento illegali si sarebbero svolte nel periodo tra il 1994 e il 2008, fruttando a Gravante un risparmio sui costi di smaltimento stimato in circa un milione di euro. E' inoltre risultato che il latte invenduto veniva reimmesso nel ciclo di produzione, anche se scaduto, per essere nuovamente distribuito mischiato al latte fresco.

Nel dare notizia dell'arresto del "re del latte", titolo riconosciutogli con il conferimento della cittadinanza onoraria del comune di Gioia Sannitica, il pm Raffaella Capasso ha parlato di "arricchimenti criminali", con riferimento al contributo pubblico di 70 euro per ogni bovino (l'azienda ne conta 3.500), da utilizzare per il benessere degli animali. Tutto questo mente le mucche vivevano, in realtà, sommerse dai liquami che tracimavano.

Subito dopo il trasferimento di Gravante agli arresti domiciliari, sono iniziate, sui terreni dell'azienda zootecnica messa sotto sequestro, le operazioni di scavo da parte del 21° Reggimento del Genio Guastatori dell'Esercito alla ricerca dei rifiuti interrati, tra i quali sarebbero stati rinvenuti anche carcasse di animali.

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