Si era intuito che qualcosa non andasse per il verso giusto, quando si è presentato alla presentazione del libro di Michela Biancofore in occhiali da sole. Infatti, domenica pomeriggio, Silvio Berlusconi è stato ricoverato all'ospedale San Raffaele per curarsi dal riacutizzarsi di un'uveite, un'infiammazione all'occhio sinistro. L'ex premier aveva già spiegato durante la presentazione del libro che era stato costretto ad indossare gli occhiali scuri perché si era ripresentato un problema ad un occhio, conseguenza dell'aggressione subita nel 2009, quando fu colpito al volto con una miniatura del Duomo di Milano.

"Quella maledetta statuetta mi ha fatto saltare quasi un occhio". Così si era espresso Berlusconi nel raccontare i problemi accusati all'occhio sinistro che gli lacrimava e faceva male. Per provare a risolvere una volta per tutte il problema, il leader di Forza Italia, domenica pomeriggio, è stato ricoverato al San Raffaele, dove dovrà fermarsi per almeno una settimana.

Non sono ancora giunte comunicazioni ufficiali circa le modalità e i tempi di ricovero. Certamente, il motivo principale è l'uveite che ha costretto l'ex cavaliere a portare gli occhiali da sole per tenere al riparo l'occhio ferito.

Probabilmente, il trasferimento in ospedale si è reso necessario per effettuare dei controlli precisi e cercare di capire le cause di questi continui fastidi accusati da Berlusconi, il quale ritiene che i motivi dei disturbi siano ancora conseguenze dell'aggressione subita ormai cinque anni fa.

Durante la degenza al San Raffaele, Silvio Berlusconi verrà sottoposto anche ad una serie di controlli ed esami per verificare il suo stato di salute generale.

Per il momento, l'ex premier resterà nella struttura sanitaria soprattutto per curarsi dall'uveite, anche se dal suo entourage e dall'ospedale non sono ancora giunte notizie ufficiali circa i reali motivi del ricovero, ma non dovrebbe essere nulla di grave e, soprattutto le persone che sono accanto all'imprenditore milanese, fanno trapelare soltanto che non si tratta di una degenza per motivi preoccupanti.

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