Il conducente di un autobus, a Treviso, è stato accerchiato e aggredito da un nutrito gruppo di giovani perché aveva fatto scendere dal mezzo pubblico un ragazzo che stava viaggiando senza biglietto. L'uomo, dopo essere sceso dal pullman, è stato accerchiato da un gruppo piuttosto folto di ragazzini che, dopo averlo insultato, hanno cominciato a colpirlo ripetutamente prima con degli spintoni, poi sono volati calci e anche due pugni al volto.

Tutto è iniziato quando un ragazzo ivoriano è salito sull'autobus pur non avendo regolare titolo di viaggio. L'autista l'ha invitato ad andare via dal pullman, e il giovane per tutta risposta prima ha sputato verso il conducente, poi lo ha colpito con un pugno.

A quel punto l'uomo, inviperito, è sceso dall'autobus per inseguire l'aggressore, ma è stato immediatamente accerchiato da un gran numero di giovani che, bloccando il conducente, ha dato modo all'ivoriano di scappare.

Ne è nato un alterco sfociato poi in un'assurda aggressione. I ragazzi, circa trenta tra italiani e stranieri, hanno cominciato a insultare pesantemente l'uomo, poi sono partiti degli spintoni, fino ad arrivare a dei calci e ad alcuni pugni, uno dei quali si è stampato sul viso della vittima. Subito dopo aver picchiato l'autista, i giovani in un battibaleno sono fuggiti, mentre il conducente è stato aiutato da un collega che nel frattempo aveva provveduto ad avvisare la polizia.

Gli investigatori sono entrati in possesso dei video registrati dalle telecamere di sicurezza.

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Finora sono riusciti ad individuare e denunciare un giovane ivoriano per concorso in aggressione. Per quanto riguarda gli altri ragazzi, tenendo conto delle immagini registrate, si sta cercando di risalire alle loro identità. Inoltre, la polizia ha pubblicato un video su un social network nella speranza che qualcuno possa riconoscere e fornire le generalità degli aggressori.

Tanta solidarietà da parte dell'azienda dei trasporti trevigiana che, per bocca del suo presidente, Giulio Sartor, ha anche denunciato la scarsa protezione verso gli autisti degli autobus. Il massimo dirigente ha rivelato di aver chiesto più volte maggiore tutela soprattutto negli stazionamenti degli autobus. Siccome finora i suoi appelli sono rimasti inascoltati dalle autorità, l'azienda ha deciso di installare alcune telecamere di sorveglianza, ma l'aggressione avvenuta sabato verso il conducente di Treviso dimostra che queste da sole non bastano ad evitare spiacevoli episodi di violenza. Sartor vorrebbe un presidio costante da parte delle forze dell'ordine nelle zone ad alto rischio e afferma che se le autorità continueranno a non rispondere ai suoi appelli, l'azienda dei trasporti trevigiana è pronta ad assumere vigilanza privata per tutelare gli utenti degli autobus e anche i conducenti.