Dopo la sentenza d'Appello d'assoluzione per le guardie penitenziarie e per i medici indagati nel processo della morte di Stefano Cucchi, la vittima deceduta in circostanza ancora da chiarire all'ospedale Pertini di Roma dopo essere in stato di fermo, in un convegno tenutesi in queste ultime ore, il Garante dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni, ha dichiarato: "Stefano era stato in custodia in 3 caserme diverse prima di arrivare in Tribunale. Ho sempre sostenuto che bisogna capire cosa sia successo prima che arrivasse a piazzale Clodio".

Il Garante dei detenuti del Lazio: "Stefano arrivò in Tribunale con il volto ricoperto di lividi"

Il Garante ha precisato con razionalità di voler andare a fondo alla drammatica vicenda della morte del ragazzo, che spacciava droga, precisando di non sapere cosa è accaduto nel quartiere dove aveva i contatti con gli altri spacciatori e i clienti e con i carabinieri che l'hanno arrestato dal pomeriggio del 22 ottobre 2009 e l'hanno tenuto in stato di fermo fino alla mattina: "Di tutto questo non ci sono state indagini, esami, analisi, bisogna pensare al prima dell'arrivo a piazzale Clodio, quando arrivò con il volto segnato dalle botte.

Da chi? Spero che le indagini si facciano sul serio".

Ilaria Cucchi inviata di "Questioni di famiglia" in onda su Rai Tre dal 21 novembre 2014

Intanto anche la rete si è mobilitata contro la sentenza del tribunale di Roma all'hanstag "Ad uccidere Stefano sono stato io", mentre la sorella Ilaria Cucchi, ormai un volto noto del piccolo schermo per i suoi tanti appelli per la ricerca della verità e per aver pubblicato "Vorrei dirti che non eri solo" edito da Rizzoli il 21 novembre 2014, sarà un'inviata del programma televisivo "Questioni di famiglia", condotto da Maria Lombardo Pijola, in onda su Rai Tre che si occuperà dei drammi delle "Famiglie ferite".

Risarcimento Cucchi, alla famiglia 1 milione e 340mila euro

Dopo l'accordo delle pareti il risarcimento dell'ospedale Pertini per morte del ragazzo è stato di circa di 1 milione e 340 mila euro liquidati alla famiglia di Stefano, il ragazzo deceduto dopo una settimana dall'arresto per droga, i soldi sono stati versati dall'assicurazione Unipol ai genitori, alla sorella e ai nipoti per la condanna in primo grado dei medici per omicidio colposo.

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Il risarcimento è relativo alla responsabilità sanitaria dell'ospedale e del personale sanitario del Sandro Pertini, mentre la famiglia si è costituita come parte lesa riguardo agli agenti della polizia penitenziaria assolti dalla Corte d'Appello ma secondo Ilaria colpevoli della morte di suo fratello: "I medici hanno fatto gravissimi errori ma devono essere assicurati alla giustizia coloro che l'hanno pestato. Non avremo pace fini a che giustizia non sarà fatta".