Si torna a parlare di mafia nella cronaca italiana dopo le indiscrezioni su un attentato contro Di Matteo dei giorni scorsi.

La Direzione distrettuale antimafia di Palermo porta a casa un ottimo risultato nella lotta alla criminalità organizzata con mandati d'arresto contro 18 esponenti del clan Brancaccio, ex feudo dei Graviano, con a capo il boss Natale Bruno.

Gli "uomini d'onore" agivano per conto del proprio boss interessandosi di attività quali il ritiro del pagamento del "pizzo", il traffico di stupefacenti, la raccolta abusiva d'armi.

Da rilevare, secondo gli inquirenti, la riorganizzazione di Cosa Nostra che nell'adempimento dei propri interessi faccia conto su appoggi esterni di altri gruppi criminali.

Le indagini questa volta arrivano infatti a toccare non solo Palermo ma anche le province di Trapani, Milano e Napoli, area molto estesa che può aiutare a capire quanto imponenti siano le operazioni mafiose soprattutto nell'ambito della produzione e dello spaccio di stupefacenti.

Le conferme delle attività criminose sono arrivate grazie alle registrazioni avvenute medianti intercettazioni ambientali.

Le cimici, poste in un magazzino di via Gaetano Di Pasquale 8, evidenziano dialoghi eloquenti riguardo al motivo della presenza di piccoli e medi imprenditori all'interno dello stabile.

Era Natale Bruno, il reggente attuale del mandamento, a ricevere ed esigere il pagamento del corrispettivo "dovuto" dai commercianti a Cosa Nostra.

Singolare come, nonostante la crisi economica, molti fossero gli imprenditori che si presentavano spontaneamente al cospetto del boss a riprova del fatto che l'organizzazione criminale sia ancora molto potente e molto poco osteggiata da una parte della popolazione.

Chi non chinava la testa veniva minacciato fino a subire ripercussioni sulla propria persona o attività.

Secondo il procuratore capo di Palermo, Leonardo Agueci coordinatore del blitz rinominato Zefiro: "L'operazione antimafia di oggi dimostra come a Palermo non si può muovere foglia nell'ambito delle attività criminali senza l'avallo ed il benestare di Cosa Nostra".