Era la notte del 1° maggio 2013, quando i militari americani scovarono la tana del capo assoluto del terrorismo islamico, Bin Laden e lo uccisero con tre colpi di fucile alla testa. Oggi è stata resa nota l'identità del militare che ha premuto il grilletto. Si tratta del 38enne Rob O' Neill del Montana, lui stesso ha raccontato la vicenda durante un'intervista, spiegando nel dettaglio la dinamica dell'intervento militare che ha portato alla morte il numero uno di Al Qaeda. La sua identità è stata sempre tenuta nascosta per ovvi motivi di sicurezza, ma ora Rob ha deciso di parlare e mettersi allo scoperto, raccontando al mondo la sia eroica azione militare.

Il quotidiano inglese Daily Mail, ha intervistato il padre di Rob, il quale non ha espresso nessuna preoccupazione particolare per quanto riguarda azioni di ritorsione da parte dell'Isis, Tom O' Neill ha anche ironizzato sulla questione, dicendo che metterà un grosso bersaglio sulla porta di casa con la scritta 'venite a prendermi'. Il militare che faceva parte delle Forze Speciali Americane, non è più in servizio, ha lasciato l'esercito dopo 16 anni di carriera.

Il leader di Al Qaeda, è stato ucciso all'interno del suo bunker ad Abbottabad in Pakistan a seguito di una straordinaria azione militare, coordinata dai Servizi Segreti degli Stati Uniti, i militari hanno fatto irruzione all'interno del covo e in pochissimo tempo, hanno eliminato il capo assoluto del terrorismo.

Sembrerebbe che a tradire Bin Laden, sia stato uno dei suoi più stretti collaboratori, corrispondente al nome di Ayman al Zawahri, praticamente il suo braccio destro, che aveva inviato più volte nel rifugio segreto un personaggio controllato da tempo dalla CIA. La freddezza di Rob O'Neill e dei suoi compagni di reparto, ha permesso in pochissimi minuti di eliminare il capo di Al Qaeida con tre colpi secchi di fucile alla testa, rischiando fortemente di essere uccisi a loro volta dai terroristi presenti nella tana in quel momento.

Ora certamente Rob si sente meno sicuro, ma dalle affermazioni dello stesso padre dell'ex militare, non esiste alcuna paura di subire attentati d parte dell'attuale organizzazione terroristica.

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