Il caso di Elena Ceste continua a suscitare polemiche, non soltanto per quanto riguarda la vita privata della povera donna di Costigliole D'Asti, ma anche per altri sconcertanti episodi 'paralleli' che rendono ancora più triste la vicenda. Le ultime news ci informano in merito a squallidi, vergognosi tentativi di 'sciacallaggio mediatico': al centro delle accuse, questa volta, è un certo Vito R., trentotto anni, di professione impresario edile, sposato ed incensurato, residente in quel di Savona. 

Ebbene, quest'uomo il 9 novembre scorso chiamò i carabinieri di Asti, affermando di possedere delle 

rivelazioni importanti su Elena Ceste: secondo quanto poi dichiarato agli inquirenti, l'uomo sarebbe diventato amico della donna su una chat e si sarebbe sentito spesso al telefono. 

Elena Ceste, vergognosi mitomani sfruttano la vicenda per diventare famosi in tv 

Il racconto di Vito R., appare però ai Carabinieri subito piuttosto confuso: parla di un marito geloso, descrive Elena come una donna che aveva paura, che voleva separarsi dal Buoninconti ma che non avrebbe mai trovato il coraggio per farlo.

Dopo un confronto durato tre ore, l'uomo ha confessato di essersi inventato tutto e di non aver mai avuto contatti con Elena Ceste. Perchè l'uomo avrebbe assunto questo squallido e vergognoso atteggiamento? Semplicemente perchè in questo periodo, il signor Vito si sente depresso e desiderava tanto diventare ospite dei talk show che in televisione dedicano molto spazio alla vicenda relativa ad Elena Ceste.  'Volevo fama e visibilità' è la triste conclusione del suo racconto. I carabinieri hanno posto l'uomo sotto indagine per 'false comunicazioni al pubblico ministero e falsificazione di contenuto di comunicazioni informatiche'. 

Elena Ceste, indagini vicine all'epilogo e all'identità dell'assassino?

Tornando alle indagini, quelle che seguono piste 'vere', si continua a scavare sul movente 'gelosia' che sembra essere quello più probabile per l'omicidio: nonostante i sei uomini che avevano avuto contatti con Elena Ceste posseggano degli alibi incontestabili per quella maledetta mattina del 24 gennaio, gli inquirenti stanno cercando di approfondire i rispettivi rapporti con la donna, proprio per cercare di scoprire di più sullo stato d'animo di Elena, negli ultimi giorni della sua vita.

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Gli esami della scientifica sembrano escludere la possibilità che la donna possa aver assunto psicofarmaci o droghe e questo elemento sembrerebbe, dunque, contraddire l'ipotesi che Elena vagasse, quella mattina, in stato confusionale e per giunta nuda. La verità non è lontana, almeno secondo quanto riferito dalle ultime indiscrezioni sul caso.