L'autopsia sul cadavere di Elena Ceste, la donna e madre di Asti scomparsa di casa il 24 gennaio e morta a 37 anni in circostanze misteriose in un canale irrigazione del rio Mersa, a pochi chilometri da casa, ha rivelato che la signora sarebbe morta per asfissia in 30 secondi, non accoltellata, né avvelenata; tra gli indagati c'è il marito Michele Buoniconti, 44 anni vigile del fuoco accusato di omicidio della moglie e di occultamento di cadavere.

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Tuttavia la morte della donna continua ad essere avvolta nel mistero e durante la trasmissione di Domenica Live condotto da Barbara D'Urso ospite il parroco don Roberto Zappino sono stati diffusi i contenuti dei due sms inviati da un uomo misterioso che si è firmato il Rivelatore.

Il rivelatore nel primo sms svelava di aver visto Elena Ceste alle 8.30 trascinata per i capelli da un uomo dentro la Chiesa e nel secondo sms ha svelato il nome dell'uomo: "Sono stanco di ripeterlo che Elena Ceste entrò in chiesa alle 8 e 37 di quel maledetto venerdì non svestita tirata con forza da don Roberto", entrambi i messaggi sono stati spediti da Salerno, a Angri, il paese d'origine di Michele, marito di Elena Ceste.

Il parroco lo stesso che ha dato l'estremo saluto religioso alla donna aveva chiesto nei giorni scorsi il silenzio stampa per il rispetto del dolore della famiglia, ma ospite a Domenica Live si è difeso dalle accuse infamanti affermando di non aver incontrato quella mattina la donna e che lui non ha mai trascinato per i capelli Elena dentro la Chiesa.

Il giallo di Elena Ceste: è morta per asfissia
Il giallo di Elena Ceste: è morta per asfissia

Tuttavia il prete non ha saputo dare una spiegazione al motivo per cui è stato tirato in ballo il suo nome e neanche su quello che possa essere accaduto alla donna, ad ogni modo don Roberto ha riferito di aver visto Elena nei giorni precedenti alla sua scomparsa molto stanca e provata.

Ad ogni modo il medico legale che ha effettuato l'autopsia è certo che la donna è morta "in meno di 30 secondi per asfissia come se a stringerli le mani al collo fosse stato un uomo", ma la pioggia, il fango hanno cancellato le prove e le tracce dell'assassino, e da settimane gli inquirenti stanno indagando per provare l'ipotesi di omicidio volontario del marito di Elena Ceste, Michele Buoninconti.

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Intanto nel corso dell'interrogatorio con il marito sono emerse alcune contraddizioni prima tra tutte ci sono i vestiti lasciati sull'uscio di casa da Elena prima di scomparire, questi ultimi erano asciutti mentre quella mattina pioveva, un secondo elemento contraddittorio sono i tentativi di depistaggio, come gli sms, che secondo gli inquirenti portano la firma del marito e infine il movente passionale all'origine dell'omicidio volontario.

Ad ogni modo la morte di Elena è ancora un giallo e l'ipotesi di suicidio non sarebbe lasciata cadere in quanto la donna soffriva di un malessere psicologico a causa dei sensi di colpa per la sua relazione clandestina, intanto la Procura ha lasciato trapelare che nei prossimi giorni potrebbero arrivare alla svolta.

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